L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per colloqui urgenti
Donald Trump ha esteso la tregua con l’Iran, ma il secondo round di negoziati tra Washington e Teheran a Islamabad non inizierà oggi. Il blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz ha fatto irrigidire gli iraniani, allargando le distanze tra le parti.
La mediazione del Pakistan non è stata sufficiente per la ripresa del dialogo diretto, pur avendo evitato per ora che la situazione potesse precipitare. Il tycoon ha ufficializzato la decisione con un post su Truth.
Il post di Trump su Truth
“Considerata la grave frattura che sta colpendo il governo iraniano, circostanza non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”, ha scritto Trump alludendo a fratture interne alla catena di comando iraniana. Da un lato ci sarebbero i membri del team negoziale, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, dall’altra i Pasdaran.
Esteso il cessate il fuoco con l’Iran
“Ho ordinato alle nostre Forze Armate di proseguire con il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando non verrà presentata la loro proposta e non si concluderanno i negoziati, in un modo o nell’altro”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti. Nel frattempo, l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per colloqui urgenti sulla situazione con la Repubblica islamica dell’Iran.
La posizione di Teheran
La prima reazione iraniana alla mossa del capo della Casa Bianca, non lascia presagire nulla di buono. “L’estensione della tregua da parte di Trump non ha alcun significato. La parte perdente non può dettare le condizioni”, ha commentato Mahdi Mohammadi, consigliere di Ghalibaf. Pochissima fiducia negli Usa: “La prosecuzione dell’assedio non fa differenza rispetto al bombardamento e deve ricevere una risposta militare. Inoltre, l’estensione della tregua da parte di Trump è certamente un modo per guadagnare tempo al fine di un attacco a sorpresa. È il momento per l’Iran di prendere l’iniziativa”.