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Sociale

Ucraina, fermiamo la carneficina

Siamo giunti al paradosso tra la guerra e la pace. Diventare nemici della pace sembra un controsenso, ma è quanto sta accadendo.

di Alessandro Scipioni -


Sono dalla parte del popolo ucraino, per questo voglio che smetta la sua mattanza.

Io non ho mica nulla contro gli ucraini. Perché dovrei odiarli?

Sono un popolo che ha sofferto patimenti concreti.

​La verità che tanti continuano a negare, è che a pagare il conto più salato di questa sanguinosa crisi sono le persone comuni, i civili abbandonati in mezzo alla distruzione, mentre le dinamiche di potere continuano a dettare l’agenda. Stare davvero dalla parte degli ucraini, oggi, significa ribellarsi a questa logica di logoramento e pretendere l’immediata cessazione delle ostilità.

​Spingere per il prolungamento del conflitto non fa che aumentare il numero delle vittime, portando avanti una mattanza che non ha più alcuna giustificazione morale. È tempo di voltare pagina rispetto a strategie fallimentari e di mettere al primo posto la vita umana, l’unica vera priorità che merita di essere difesa a ogni costo.

Perché vengo ritenuto nemico della pace, se ricerco la pace?

La pace giusta mi sembra la versione politicamente corretta della pace con onore dei falchi che, divenuta troppo impopolare la guerra del Vietnam, volevano spacciarne la continuazione, come la ricerca di una pace onorevole.

Ogni scusa è buona per continuare la guerra!

Ma quale vantaggio sta ottenendo dalla continuazione di questa guerra il popolo ucraino?

Intendiamoci bene io non sono amico di Zelensky. Come sono dichiaratamente ostile al suo governo di corrotti. Ma questo non mi fa certo nemico del popolo ucraino.

Non sono un nemico del popolo ucraino se dico che bisogna smetterla di far morire inutilmente gli ucraini.

Non sono nemico degli ucraini quando denuncio il fatto che, sia falsa la narrazione dell’esistenza di una felice corsa ad andare volontariamente a farsi ammazzare. Esiste invece il business della coscrizione obbligatoria.

Dove tanti, giovani e non, vengono mandati a morire,  oppure vengono risparmiati per mezzo di esose busterelle; non certo a motivo della pietà umana.

Che senso ha continuare una guerra del tutto perduta?

Chi chiedeva ai tedeschi di smetterla di farsi ammazzare, quando era ormai ovvio che si era alla fine, era nemico del Popolo tedesco?

Chi chiede di fermarsi e di sedersi seriamente ad un tavolo di pace è nemico della pace e dell’umanità?

Invece è buono, corretto e giusto animato da autentici sentimenti di pace chi chiede di continuare a uccidere ed a morire?

Chi non vuole un conflitto permanente tra Russia e Europa è nemico delle prospettive di sviluppo dell’Europa e dell’amicizia tra i popoli?

È invece dei popoli europei e dell’amicizia tra i popoli chi chiede di continuare ad ammazzare e di gettare le basi di nuovi conflitti?

Oggi se uno canta mettete dei fiori nei vostri cannoni, è un nazista, amante delle dittature, guerrafondaio, nemico della pace, nemico dell’umanità

A questo punto siamo al paradosso per cui cantare le lodi della guerra è essere amici della fratellanza, dell’amore, e della convivenza civile tra le genti.

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