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Attualità

Un anno di pontificato di Leone XIV: unità, pace e attenzione agli ultimi

di Andrea Canali -


Possiamo ritenere di importanza fondamentale la ricorrenza di domani, 8 maggio, il primo anniversario dell’elezione di Leone XIV, che pur se in un così breve tempo ha già delineato il solco del suo pontificato, il quale, come evidente, è orientato all’unità e alla fraternità tra i cristiani.

Tale visione è stata ribadita dal Vescovo di Roma anche alla Messa di ordinazione episcopale avvenuta nel pomeriggio del 2 maggio scorso, presso la Basilica Lateranense, dove il Santo Padre ha presieduto il rito (con i concelebranti, insieme al cardinale vicario di Roma, Baldo Reina e al cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore) e ha esortato i quattro nuovi vescovi ausiliari della Diocesi di Roma, – nominati lo scorso 25 febbraio nell’ambito del clero romano – ad essere “pastori di strada”.

Coloro che da sempre hanno a cuore i più deboli e gli oppressi da “chi persegue l’insensata ambizione di determinare l’architettura della Terra”. Pertanto, l’invito del Pontefice fatto loro, è a capovolgere la logica del dominio, che usa “i conflitti per selezionare i più forti” e considera “chi soccombe come spazzatura della storia”.

Queste riflessioni sono in linea con il pensiero del suo predecessore argentino, in quanto il Pontefice americano nel suo monito aggiunge: “Nessuno, proprio nessuno deve pensarsi come scartato da Dio. Insomma, tale avvenimento dell’ordinazione è stata: “Una festa di popolo”. Così Leone XIV ha delineato il percorso dei nuovi Vescovi ausiliari che sono: Alessandro Zenobbi, Stefano Sparapani, Andrea Carlevale e Marco Valenti.

Tale giornata è stata significativa ed emozionante, anzi una vera e propria festa in condivisione e reciprocità tra i nuovi Pastori e i fedeli presenti, i quali a loro volta, con slancio filiale, si affideranno a loro per essere guidati nella vita pastorale e sociale della città di Roma, così complessa e così complicata. Quindi il Papa agostiniano, al centro della sua omelia, ha ribadito il tema dell’unità della Chiesa che, se stretta a Cristo, diventa “una casa solida e accogliente”.

E quello della tutela dei cosiddetti “scartati” dal mondo a cui deve arrivare la prossimità e l’abbraccio degli ausiliari del Pontefice. Costoro, proni davanti all’altare della cattedrale, madre di tutte le chiese, manifestano pubblicamente l’umiltà con cui desiderano servire la Chiesa, professando fedeltà e obbedienza al Romano Pontefice. Leone impone a ciascuno le mani sul capo, recita la preghiera per le ordinazioni.

Poi si procede con i riti cosiddetti ‘esplicativi’ per ciascuno dei quattro: l’unzione con il sacro crisma; la consegna dei Vangeli per l’annuncio della Buona Notizia con “grandezza d’animo e dottrina”; la consegna dell’anello, il sigillo dello sposalizio con la Chiesa; la consegna della mitra e del pastorale per governare il gregge di Dio. Quindi richiamando la Evangelii gaudium e le sue ormai note espressioni riferite alla barca di Pietro come “ospedale da campo” conferma che: “Nessuno è escluso dal diventare parte attiva dell’edificio santo che è la Chiesa –aggiungendo Leone – e “della fratellanza fra gli esseri umani”. Insomma, come Francesco è vicino ai più umili e alle umani genti, sempre con uno sguardo rivolto ai potenti per cercare di farli ravvedere come ogni credente si augura accada.

A tal riguardo diviene centrale la visita odierna prevista in Vaticano tra il Segretario di stato Rubio e il Santo Padre. Se vogliamo questa missione diplomatica si può considerare utile a ravvicinare le relazione tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, dopo gli attacchi del Presidente Usa, che hanno portato a delle tensioni tra le due realtà, le quali storicamente, pur con i relativi distinguo, avevano spesso visioni e punti di vista allineati in termini di equilibri e dialogo internazionale. In conclusione, Leone XIV ha ribadito che: “La chiesa da anni ha parlato contro le armi nucleari”. Ci auguriamo che vinca il buon senso e il rispetto. Altrimenti come affermava anche Sant’Agostino: “L’uomo fluttua tra la presunzione e la disperazione”.


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