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Economia

Volare insieme: l’amicizia Italia-Giappone punta alla Luna

Dai caccia fino all'aerospazio e al nucleare: tutti i dossier sul tavolo della cooperazione Roma-Tokyo

di Cristiana Flaminio -


Camminare, anzi volare insieme, questa è l’amicizia: Italia e Giappone, nel summit che si è tenuto ieri tra Giorgia Meloni e Sanae Takaishi, hanno rinsaldato un rapporto storico. Che, con solide radici nel passato, proietterà Roma e Tokyo verso il futuro. E no, non è solo questione di retorica, di belle frasi da dare in pasto ai taccuini dei cronisti o al popolo di X. Nossignore. La verità è davanti agli occhi. Ci sono tanti, e tali, di quei dossier aperti. Da cui dipende il futuro economico del mondo. Detta meglio: ci sono questioni su cui non ci si può far trovare impreparati perché, adesso, si stanno riscrivendo gli equilibri economici (e dunque politici) del globo.

L’amicizia Italia-Giappone

Camminare insieme, dunque. Anzi, no: volare. In nome di un’amicizia che dura. E che vuole proiettarsi nel futuro. Giorgia Meloni lo ha detto con estrema chiarezza. “È nostra intenzione approfondire la cooperazione sul nucleare civile di nuova generazione e unire le competenze ingegneristiche italiane e giapponese”. Il nodo dell’energia, ormai lo sappiamo, è vitale. C’è la digitalizzazione che incombe e le macchine, reali o virtuali che siano, necessitano di corrente per funzionare. Il nucleare, certo. Ma pure l’obiettivo di “approfondire la collaborazione di settori prioritari quali intelligenza artificiale ma anche biotecnologie”, nonché la “prevenzione dei disastri naturali”. Tokyo, che da sempre lotta contro i terremoti, è all’avanguardia: “Condividiamo diverse esperienze e abbiamo anche un know-how particolarmente importante su come far fronte in maniera sempre più efficace ai rischi sismici”.

Tra Fcas (che atterra) e Gcap (che decolla)

In ballo, ha spiegato Meloni, ci sono anche progetti che mai come adesso tornano d’estrema attualità, con la fine del progetto del caccia Fcas e la rottura tra Dassault e Air Bus che, in pratica, ha scavato l’ennesimo solco nell’asse franco-tedesco. “Sulla difesa, altro settore cruciale della nostra cooperazione, abbiamo continuato a lavorare fianco a fianco su un programma che è molto strategico che è il Global Compact Air Program, che ci vede impegnati insieme al Regno Unito per lo sviluppo di caccia di sesta generazione. Anche qui siamo entrati finalmente nella fase operativa”, ha affermato Meloni.

Puntare alla Luna

Che ha poi spiegato come i lavori (e l’amicizia) tra Italia e Giappone puntino alla Luna: “Avevamo scelto di avviare un dialogo sullo spazio per unire le competenze delle nostre agenzie spaziali, ma anche delle nostre imprese. Abbiamo fatto anche questo: la prima sessione del dialogo si è tenuta lo scorso maggio il percorso andrà avanti”. Per farlo, come prima cosa, bisogna mettere in sicurezza “le nostre catene del valore”. Come? Semplice, facendo “fronte comune per proteggere i settori strategici e lo abbiamo fatto”. Su questo, Meloni ha dato aggiornamenti importanti: “Il tavolo bilaterale sulla sicurezza economica si è riunito lo scorso 27 maggio a Tokyo e in Italia siamo pronti ad ospitare la prossima riunione”. Va da sé, dunque, che l’alleanza tra Italia e Giappone vuole candidarsi a essere, insieme, un perno economico e un ponte dentro l’Occidente stesso. “Siamo partner strategici speciali”, ha detto Takaishi. “Abbiamo discusso della situazione in Medio Oriente, dell’Ucraina e dell’Asia Orientale, incluse Cina e Corea del Nord, per avere un approccio coordinato”. Ecco.

Gli impegni scambiati tra i governi

Camminare, anzi volare insieme. E se il Business Forum tra Italia e Giappone si aggiornerà a maggio 2027, a Villa Pamphilj l’intesa è stata rafforzata. A cominciare, appunto, dall’aerospazio. Entrambi i governi studieranno le “modalità per sostenere concretamente le piccole e medie imprese e le start-up, promuovendo al contempo le partnership commerciali tra le rispettive industrie spaziali, anche attraverso i rispettivi meccanismi di finanziamento”, fanno sapere da Chigi. Il limite è il cielo. Già, perché i Paesi hanno convenuto sulla necessità di rafforzare “la collaborazione nell’esplorazione lunare e intensificheranno la collaborazione nelle attività relative alla realizzazione del Modulo Abitante Multiuso Lunare e del Rover Pressurizzato in coordinamento con la Nasa”. E quindi, assicurano che “rafforzeranno la loro collaborazione nel campo dell’osservazione della Terra, per migliorare la copertura reciproca delle immagini multibanda dei due paesi e contribuire alla gestione del rischio di catastrofi”. Italia e Giappone infine “intensificheranno la collaborazione tra le rispettive Agenzie e Istituti di Ricerca nel campo della fisica solare e continueranno a collaborare nell’osservazione dello spazio profondo per migliorare l’individuazione precoce e la determinazione precisa dell’orbita di asteroidi potenzialmente pericolosi”. Camminare, dunque. Anzi, volare insieme. L’amicizia tra Italia e Giappone punta, davvero, alla Luna.


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