Voto bipartisan alla Camera a favore delle vittime degli incidenti sul lavoro
In un Parlamento spesso segnato dallo scontro, il via libera unanime di ieri rappresenta un segnale politico non scontato. Ma anche la dimostrazione di quanto ci siano battaglie da combattere senza indossare alcuna maglia di partito
Per una volta maggioranza e opposizione mettono da parte le divisioni e trovano un terreno comune su un tema trasversale che attraversa gli schieramenti. Non proprio un’eccezione ma certamente una rarità. Un afflato bipartisan eretto in nome della tutela delle vittime degli incidenti sul lavoro e dei loro familiari. L’Aula della Camera ha infatti approvato all’unanimità, con 220 voti favorevoli, la proposta di legge a prima firma della dem Chiara Gribaudo con la quale si estende il patrocinio gratuito a spese dello Stato alle vittime di gravissimi infortuni sul lavoro e ai familiari di chi ha perso la vita. Il provvedimento passerà adesso al vaglio del Senato per il via libera definitivo. Il voto bipartisan di ieri è stato accompagnato anche da un ulteriore elemento non proprio comune.
L’applauso alle famiglie degli vittime
Il lungo applauso rivolto dai deputati ai familiari delle vittime presenti nelle tribune dell’aula di Montecitorio. Un momento di forte valore simbolico, che dà il polso preciso di quanto l’iter del provvedimento sia stato effettivamente sentito. Il testo, composto da un solo articolo, prevede l’accesso al patrocinio a spese dello Stato senza limiti di reddito per le persone diventate totalmente inabili a causa di reati commessi in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. In caso di morte del lavoratore, il beneficio viene esteso ai prossimi congiunti e alla persona stabilmente convivente legata alla vittima da una relazione affettiva.
La reazione dei partiti
Nel rivendicare il significato politico del voto, la segretaria del Pd Elly Schlein ha posto l’accento su come sia “un fatto davvero importante e un bel segnale che la politica, per una volta unita, manda al Paese”, la convergenza parlamentare su una questione che attiene alla giustizia sociale. Sulla stessa linea, dal centrodestra, il deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo. L’esponente azzurro ha utilizzato una metafora forte ma pregnante. “Quando muoiono una donna o un uomo sul lavoro, muore un po’ della nostra Costituzione”, ha dichiarato nel definire il provvedimento come “un atto di profonda civiltà e giustizia sociale”.
In un Parlamento spesso segnato dallo scontro, il via libera unanime di ieri rappresenta dunque un segnale politico non scontato. Ma anche la dimostrazione di quanto ci siano battaglie da combattere senza indossare alcuna maglia di partito.
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