Conteggio dei voti in California senza fine: Trump attacca, il governatore Newsom risponde
Mentre il Presidente evoca brogli, la California respinge le teorie del complotto ammettendo però di volere un sistema più veloce
Il 2 giugno 2026 la California è andata al voto per le elezioni primarie statali e locali.
In base al sistema elettorale californiano (top-two primary), tutti i candidati si sono sfidati nello stesso scrutinio a prescindere dal partito di appartenenza: i primi due più votati di ogni categoria accederanno al ballottaggio decisivo delle elezioni generali del 3 novembre 2026.
Il voto più importante è quello per il ruolo di nuovo Governatore, dato che l’uscente Gavin Newsom ha raggiunto il limite dei due mandati previsti, oltre a quello per tutte le massime cariche esecutive, tra cui il vicegovernatore, il Segretario di Stato e il Procuratore Generale.
La tornata elettorale ha interessato anche la rappresentanza legislativa, con il voto per tutti i 52 seggi californiani alla Camera dei Rappresentanti USA a Washington, l’intera Assemblea Statale e metà del Senato locale. A livello territoriale, lo scrutinio ha riguardato i candidati chiave per le amministrazioni cittadine, si pensi alla corsa per la carica di Sindaco di Los Angeles, oltre al rinnovo di svariati funzionari in magistratura tra procuratori distrettuali e sceriffi di contea.
Voto per posta in California: come funziona il sistema
Ad oggi i risultati elettorali latitano e quindi ci si chiede il perché.
La spiegazione deve ricercarsi nella scelta politica effettuata dalla California.
Dal 2021, infatti, la scheda elettorale viene inviata per posta a tutti gli elettori registrati, ossia quasi 23 milioni di persone.
Circa l’80-90% degli aventi diritto al voto sceglie questo metodo e gestire milioni di buste cartacee richiede molto più tempo rispetto al conteggio elettronico dei seggi tradizionali.
La busta deve essere spedita e timbrata dall’ufficio postale entro e non oltre il giorno delle elezioni. Se viene presentata di persona o lasciata nelle apposite cassette di raccolta (drop box), la consegna deve avvenire entro le ore 20:00 dello stesso giorno.
Le schede spedite per posta sono valide anche se arrivano fino a 7 giorni dopo la chiusura dei seggi, purché inviate entro il giorno delle elezioni. Anche se i seggi chiudono, quindi, i voti continuano ad arrivare per una settimana.
Inoltre la legge della California permette a qualsiasi persona scelta dall’elettore di raccogliere e consegnare la scheda per suo conto. Non solo familiari, conviventi o parenti stretti quindi. E non esiste un limite numerico massimo di schede che un singolo intermediario può depositare.
Spesso questo carico di schede viene presentato da associazioni, partiti politici o volontari proprio la sera dell’Election Day creando disagio ai centri di calcolo che devono gestirlo.
Trump accusa: “Rubano le elezioni primarie in California”
Giovedì il Presidente Trump ha accusato i Democratici di “rubare le elezioni primarie in California”, definendo il ritardo del conteggio una prova di “grandi imbrogli”.
Trump ha scritto che i Democratici stanno tentando di sottrarre la vittoria per le primarie come governatore della California e sindaco di Los Angeles a due candidati repubblicani. “Ci risiamo con i numeri massicci e tardivi delle schede per posta”, ha tuonato.
Il Presidente americano ha anche storpiato il nome dei Democratici utilizzando la parola Dumocrats, un gioco di nomi per insultare l’opposizione: dumb vuol dire infatti stupido.
Inoltre, anche se la Procura Federale non ha confermato, Donald Trump ha parlato di indagini formali da parte della Procura Federale di Los Angeles sulla gestione del voto.
Il voto per posta in California tra garanzia democratica e accuse di brogli
L’ufficio stampa di Newsom ha accusato il Tycoon di mentire di nuovo su quanto succede in California aggiungendo al contempo che naturalmente sarebbe meglio se il conteggio avvenisse più velocemente. Ha chiarito inoltre che l’andamento a rilento non è un malfunzionamento, ma il risultato di una scelta politica volta a garantire il diritto di voto anche alle fasce più deboli e disagiate e la massima precisione dello scrutinio.
C’è chi apprezza il ritmo compassato del sistema elettorale californiano in quanto consente a tutte le categorie di cittadini votanti di esprimere il proprio orientamento per posta fino al giorno delle elezioni e chi ritiene invece che serva solo a facilitare brogli elettorali.
Di fatto ad oggi non abbiamo i risultati della competizione politica.
Occorre snellire la burocrazia e utilizzare maggiori investimenti nel bilancio statale per l’acquisto di macchinari più rapidi per il conteggio automatizzato, l’affitto di spazi più grandi e l’assunzione di personale temporaneo per gestire il materiale di voto.
Nel frattempo muniamoci di pazienza.
Leggi anche: Trappola Medioriente, in crisi la politica estera di Trump: Iran e Israele stanno mettendo alle corde gli Stati Uniti
Torna alle notizie in home