Warsh libera la Fed: “Resterà indipendente”
Da Sintra, il neo governatore "avvisa" Trump. Ora bisognerà capire se farà seguire le parole ai fatti
La Fed resterà indipendente. E se lo dice lui c’è da credergli. Anche perché, in fondo, il neogovernatore della banca centrale americana Kevin Warsh non potrebbe dire altrimenti. Non si diventa “capi” della banca centrale più potente al mondo pagando, pure pubblicamente, atto di vassallaggio alle mattane (in questo caso nemmeno troppo esotiche) di Donald Trump. L’esordio di Warsh è stato all’insegna dello status quo, i tassi sono rimasti alti. Ma gli obiettivi restano fissati.
“La Fed resta indipendente”
Kevin Warsh è sicuro. E lo ha affermato all’Ebc Forum di Sintra, in Portogallo. “La Fed è una banca centrale indipendente da molto tempo e continuerà a esserlo anche oggi e non vedrete alcun cambiamento sotto questo profilo”. Ma non basta. Perché il governatore punta il dito contro i prezzi alti. “Se qualcuno, tra famiglie, imprese o mercati finanziari, pensava che questa banca centrale potesse accettare un obiettivo d’inflazione superiore al 2%, resterà deluso. Riporteremo la stabilità dei prezzi negli Stati Uniti. È l’impegno assunto da questo Comitato e questo è il nostro obiettivo”.
La centralità dei tassi nelle politiche monetarie
Warsh si iscrive al club di chi ritiene che “i tassi d’interesse debbano essere lo strumento principale della politica monetaria”. Fin da quando “lasciai la Fed nel 2011 ho sostenuto che il bilancio della banca centrale dovesse essere più contenuto. Se siamo in una crisi possono valere regole diverse, ma ritengo che i tassi d’interesse siano il mezzo principale attraverso cui condurre la politica monetaria”. Insomma, la Fed resterà indipendente e se del caso aumenterà pure i tassi. Almeno a parole. Poi vedremo coi fatti. Perché questo è l’unico discrimine possibile.
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