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La fiamma olimpica parte da Roma. Achille Lauro tedoforo d’eccezione

di Lino Sasso -


La fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 si è ufficialmente accesa a Roma, dando il via a un viaggio carico di simboli, emozioni e aspettative. Lo storico Stadio dei Marmi ha fatto da cornice a una cerimonia breve ma intensa, che ha inaugurato una staffetta destinata a toccare l’intero Paese per 63 giorni, attraversando 60 città di tappa, oltre 12.000 chilometri e tutte le 110 province italiane. Un cammino che salda idealmente passato e futuro, evocando il ricordo dei Giochi del 1960 e proiettando l’Italia verso l’evento del 2026.

Paltrinieri primo tedoforo: il via ufficiale al viaggio

A correre il primo tratto con la fiamma olimpica è stato Gregorio Paltrinieri, tra gli atleti italiani più vincenti di sempre, due volte oro olimpico e simbolo di resilienza sportiva. Il nuotatore ha acceso l’entusiasmo dello stadio e ha effettuato il tradizionale Torch Kiss con Elisa Di Francisca, seconda tedofora. Un gesto che segna lo spirito della staffetta: continuità, condivisione e unione. A seguire, un altro volto iconico dello sport italiano: Gianmarco Tamberi, campione olimpico del salto in alto, che ha passato la fiamma al cestista Achille Polonara. La presenza di Polonara, impegnato in una battaglia contro la leucemia, ha aggiunto un momento di forte impatto emotivo. “Fino a una settimana fa ero in carrozzina. Essere qui è un grande successo” ha detto il cestista, ricordando il valore della speranza che la fiamma porta con sé.

Bagno di folla per Achille Lauro

La lista dei 10.001 tedofori è un mosaico di eccellenze italiane: sportivi, artisti, personaggi dello spettacolo. Tra i nomi più attesi Matteo Berrettini, Gigi Datome, Max Biaggi, Giuseppe Tornatore, Noemi, Claudia Gerini e la stilista Lavinia Biagiotti. Una rappresentanza eterogenea che incarna il carattere universale e culturale della fiamma olimpica. Bagno di folla per Achille Lauro che ha trasportato la fiamma olimpica mentre migliaia di fans cantavano le sue canzoni.

Il viaggio romano ha toccato i principali monumenti della Capitale, trasformando la staffetta in un inno al patrimonio italiano. “È una giornata storica, ricca di emozioni” ha affermato il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, ricordando il valore simbolico di questa fiamma “unica, pur portata da 10.001 torce”. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha sottolineato la portata nazionale del percorso: “Questo fuoco rappresenta la nostra passione. Ha un senso coltivare il sogno di arrivare a Roma, come nel 1960”.

Il significato profondo della fiamma olimpica

Anche il presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, che ha acceso la torcia prima di correre un tratto da tedoforo, ha legato il momento a un riscatto sportivo: “È una risposta d’orgoglio alla decisione di chi ci negò la possibilità di concorrere per una nuova candidatura olimpica”. La fiamma olimpica non è solo un simbolo sportivo: rappresenta pace, unità e la capacità di rialzarsi. Lo sa bene Tamberi, che ha parlato del valore personale di passare il testimone a un amico d’infanzia come Polonara. Lo ribadisce anche Paltrinieri: “Quando si pensa all’Olimpiade, si pensa al mondo che si riunisce”. Con l’Italia pronta ad accogliere un evento storico, la fiamma olimpica continua il suo viaggio, custodendo un messaggio di speranza. Milano-Cortina 2026 proverà a trasformarlo in realtà.


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