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“Vannacci traditore come Fini”, lui replica: “Superficiale”

L'ex leader di An accusa Salvini: "Non c'è paragone tra me e il generale"

di Pietro Pertosa -


“Vannacci traditore come Fini” ma il diretto interessato non ci sta e replica punto per punto alle accuse postume di Matteo Salvini. E lo ha fatto in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Parla, l’ex presidente della Camera, già leader del Msi e di Alleanza Nazionale, prima della confluenza nel Popolo della Libertà, da cui uscì fondando Futuro e Libertà. E ribadisce la sua versione. Tanto sulla sua “cacciata” dal Pdl (ricordate: “Che fai, mi cacci?” a Berlusconi) quanto sulla sovrapponibilità tra la sua vicenda politica e lo strappo operato dal generale.

“Vannacci traditore come Fini? Salvini è un superficiale”

Fini mette le cose in chiaro: “Non me ne sono andato dal Pdl che avevo contribuito a fondare, sono stato dichiarato “incompatibile” da Berlusconi, che in diretta tv mi disse che se volevo “far politica”, cioè esprimere le mie opinioni non sempre collimanti con le sue, dovevo dimettermi da presidente della Camera”. Nella sua lettura, Fini rivendica di non essere un traditore (“fu l’epilogo di una frattura politica”) e tantomeno di essere equiparabile a Vannacci. La stoccata al leader della Lega: “La cifra della comunicazione di Salvini è sempre stata la superficialità, l’approssimazione. Parla di tanti argomenti senza quasi mai approfondire”.

“Brevissima e spregiudicata convergenza di interessi”

L’ex capo di Alleanza Nazionale ci va giù durissimo: “Nulla di minimamente comparabile alla mia storia. La loro è stata una brevissima e spregiudicata convergenza di interessi, senza alcun retroterra e strategia politica. Salvini candidò Vannacci nella furbesca convinzione che gli fosse tatticamente utile e non potesse essere un problema”. E le distanze dal generale “traditore”, Fini le prende tutte: “Il paragone non sta in piedi. Vannacci dovrà spiegarsi. Alternerà toni da battaglia ad altri più sfumati. Ma sul posizionamento dell’Italia sul piano internazionale, su immigrazione, diritti civili, non potrà continuare a stare con Putin, a parlare di remigrazione, a negare la parità di genere”.


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