Lavorare stanca (e non fa guadagnare) i dati Censis-Eudaimon
Altro che welfare, il lavoro in Italia è un travaglio: ecco i numeri
Lavorare stanca. Le paghe degli italiani sono troppo basse. Le retribuzioni lasciano l’amaro in bocca a quasi sei cittadini su dieci. Da un report di Censis-Eudaimon sul welfare aziendale emerge un quadro a dir poco disastroso del lavoro nelle aziende italiane. E si comincia, ovviamente, dai problemi in busta paga. Per il 57,7% dei lavoratori, la retribuzione non è adeguata al lavoro svolto. Solo il 36% si dichiara soddisfatto di quanto incassa a fine mese. Ma un dipendente su tre (32,5%) ritiene che ci sia una strategia per convincere il principale a sganciare gli schei a fine mese: passare da un’azienda all’altra e cambiare spesso lavoro.
Lavorare stanca (fin troppo)
Un segnale, se possibile, altrettanto inquietante arriva dallo stress. Qui è quasi il 70% dei dipendenti a denunciare “forme di stanchezza” emotiva o psicofisica legata al proprio impiego. Il 21,7% soffre di sindrome dell’impostore, arrivando a dubitare di continuo di se stesso. Mentre più di un lavoratore su due (54%) ha sofferto forme di ergofobia, ossia di paura a recarsi in ufficio. Le percentuali si fanno quasi bulgare quando si parla di gratificazione: quasi l’80% dei lavoratori italiani (78,9%) non si sente valorizzato e il 62,2% ritiene di non avere sufficiente autonomia. Come se non bastasse, per il 45,8% dei lavoratori, c’è l’incubo delle chiamate (e delle mail) fuori orario. Che causano ansia e comprimono i tempi di recupero. Se il 55% dei lavoratori non ha (più) velleità di carriera, il riposo è una priorità per quasi tutti. Lavorare stanca. Infine l’incubo Ai: teme di venirne rimpiazzato poco più del 42%.
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