Il valore del mercato AgriTech italiano ha raggiunto 2,5 miliardi di euro, con un aumento del 9% rispetto al 2024
Il mercato italiano dell’agricoltura 4.0 vale oggi in Italia 2,5 miliardi di euro, in crescita del 9% rispetto al 2024. Lo rileva la Ricerca 2025 dell’Osservatorio Smart AgriFood, presentata al Politecnico di Milano. Cresce la domanda di figure professionali specializzate e di infrastrutture digitali, ma la diffusione resta limitata: solo il 10% della SAU italiana è gestito con tecnologie 4.0. Secondo Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente di Confagricoltura, il problema è organizzativo e culturale, non tecnologico. Incentivi complessi, competenze insufficienti e strutture frammentate rallentano l’adozione di sistemi intelligenti e sostenibili.
Numeri e diffusione
Il valore del mercato AgriTech italiano ha raggiunto 2,5 miliardi di euro, con un aumento del 9% rispetto al 2024, che aveva registrato un calo dell’8%. Nonostante il trend positivo, le superfici agricole gestite con soluzioni digitali avanzate restano il 10% della SAU, rispetto al 9,5% dell’anno precedente. Il 42% degli investimenti è concentrato nelle aziende già attive nell’adozione di tecnologie 4.0.
I sistemi più richiesti sono i Farm Management Information System, cresciuti del 17%, e i Decision Support System (DSS), aumentati del 26%. Tra i macchinari connessi si registra un +2% e per i sistemi di controllo +3%. Questi numeri evidenziano la propensione a investire: il 37% degli agricoltori italiani prevede di acquistare macchinari connessi, il 34% sistemi di monitoraggio.
Criticità e gap da colmare
Secondo Brondelli, la frammentazione delle aziende, la carenza di competenze e procedure burocratiche complesse frenano l’innovazione. L’adozione della tecnologia non è ostacolata dalla disponibilità di strumenti, ma dalla capacità di usarli efficacemente.
La mancanza di professionisti specializzati aumenta anche i timori legati alla gestione dei dati prodotti dai sistemi dotati di intelligenza artificiale. Gli agricoltori devono saper interpretare informazioni complesse e integrare software e macchinari per ottimizzare la produzione e la sostenibilità economica e ambientale.
Sostenibilità e filiere intelligenti
Brondelli sottolinea l’importanza della tracciabilità delle filiere 4.0 per riconoscere il valore aggiunto reale delle tecnologie. La sostenibilità non è solo ambientale: deve generare efficienza e redditività. Il supporto economico non basta, servono modelli cooperativi per creare massa critica tra le imprese e infrastrutture digitali adeguate.
La ricerca evidenzia che il mercato globale delle startup AgriFood ha raccolto 11,5 miliardi di dollari, +21% rispetto al 2024. Questo interesse internazionale conferma che la digitalizzazione del settore primario è una priorità strategica, sia in Italia che nel mondo.
Verso l’agricoltura del futuro
La ricerca 2025 indica chiaramente la strada da seguire: investire in formazione, infrastrutture e sistemi digitali avanzati. L’obiettivo è ridurre il gap culturale e organizzativo, trasformando le tecnologie 4.0 in strumenti concreti per aumentare produttività, sostenibilità e competitività delle imprese agricole italiane.