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Segregata, picchiata, presa a morsi: arrestato l’ex

Il 41enne accusato pure di aver tentato di strangolarla e di scaraventarla dalle scale

di Giorgio Brescia -

Un carabiniere durante l'operazione del Comando provinciale di Messina, in cui è stato arrestato un uomo accusato di tentato femminicidio, atti persecutori, maltrattamenti, sequestro del cellulare e accesso abusivo al dispositivo, nei confronti della ex fidanzata. Il fermo è avvenuto a a Giardini Naxos


Segregata, picchiata e presa a morsi dal suo ex: un 41enne arrestato a Giardini Naxos in provincia di Messina con l’accusa di tentato femminicidio. La notte tra il 21 e il 22 febbraio, l’ex convivente accusato di aver sequestrato in casa la donna di 35 anni, picchiandola con pugni, calci e morsi, e tentando anche di strangolarla e scaraventarla dalle scale.

La vittima è riuscita a contattare i genitori, che hanno chiamato il 112. I carabinieri hanno eseguito il fermo in esecuzione di un provvedimento della Procura di Messina. L’uomo ora è in custodia cautelare in carcere.

Dove e quando è successo

La drammatica aggressione si è verificata nella notte tra il 21 e il 22 febbraio a Giardini Naxos, comune in provincia di Messina. La vicenda ha scosso la comunità locale per la violenza estrema e per la modalità con cui la donna è stata sequestrata nella propria abitazione. La tempestiva chiamata ai soccorsi dei genitori della vittima ha permesso l’intervento immediato dei carabinieri, evitando conseguenze peggiori.

L’accusato del tentato femminicidio

L’uomo arrestato ha 41 anni ed è l’ex convivente della vittima segregata, picchiata e presa a morsi, una donna di 35 anni. La coppia aveva interrotto la relazione in passato, ma secondo gli inquirenti l’uomo non avrebbe accettato la fine del legame.

La donna è riuscita a mettersi in contatto con i propri genitori durante l’aggressione, fornendo informazioni vitali per il fermo immediato dell’aggressore. La Procura di Messina ha coordinato le indagini con i carabinieri locali, sottolineando la gravità del reato.

Cosa è successo

Durante la notte l’uomo ha rinchiuso la donna in casa contro la sua volontà, impedendole di contattare chiunque. La violenza è stata fisica e psicologica: la vittima ha subito calci e pugni, è stata morsicata e vi è stato un tentativo di strangolarla.

In un momento particolarmente drammatico l’aggressore ha cercato di scaraventarla dalle scale interne dell’abitazione. La donna, pur ferita e terrorizzata, ha trovato la forza di contattare i genitori, che hanno immediatamente chiamato il 112, consentendo l’intervento rapido dei carabinieri.

Le indagini

L’uomo è indagato per tentato femminicidio, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e sequestro di persona. Le indagini hanno rilevato anche l’accesso abusivo al telefono della vittima, che l’uomo aveva sequestrato nel tentativo di controllare la sua vita privata.

Gli inquirenti stanno approfondendo eventuali precedenti episodi di violenza o molestie, valutando il contesto relazionale della coppia e raccogliendo testimonianze per costruire il quadro probatorio necessario.

I provvedimenti giudiziari

A seguito dell’arresto, il Gip del Tribunale di Messina ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato. La misura cautelare è stata ritenuta necessaria per evitare il rischio di reiterazione del reato e garantire la sicurezza della vittima. La Procura di Messina ha sottolineato la gravità della vicenda, evidenziando come la prontezza dei soccorsi e l’azione dei carabinieri abbiano impedito un epilogo tragico.

La normativa su episodi del genere

Il caso rientra nelle fattispecie più gravi di violenza domestica e femminicidio. La normativa italiana prevede pene severe per chi esercita violenza fisica e psicologica su partner o ex partner, con aggravanti in caso di sequestro e maltrattamenti continuati.


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