Manfredi Potenti, all’Articolo 111 all’Alta Corte: perché la riforma Nordio completa il sogno di Vassalli
L’attuale dibattito sulla separazione delle carriere rappresenta il punto di caduta di una transizione trentennale verso un sistema accusatorio puro, orientato alla piena attuazione della terzietà del giudice. In questa riflessione, il senatore della Lega Manfredi Potenti – la cui analisi muove dal solido retroterra della professione forense – esamina il superamento del modello unitario del Csm e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare come garanzie di un ordinamento giudiziario liberale. Attraverso il prisma del dettato costituzionale e dei canoni CEDU, l’intervista delinea il percorso per emendare le distorsioni del correntismo e portare a compimento l’eredità giuridica del Codice Vassalli.
Senatore, perché la separazione delle carriere è il presupposto ontologico per attuare finalmente l’Articolo 111 della Costituzione?
“La separazione garantisce l’affermazione della terzietà stabilita dall’articolo 111 della Costituzione che recita: “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizione di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale”. La previsione è infatti destinata a concretizzare un contraddittorio autentico tra le parti davanti a un giudice davvero terzo, riducendo la tendenza a vedere giudici spesso subordinati o comunque sodali ai pubblici ministeri. Votare a favore del referendum significa completare la grande riforma del processo accusatorio, nato del 1989”.
Sdoppiamento del CSM e sorteggio: basta questo per spezzare definitivamente il correntismo che ha condizionato la magistratura negli ultimi anni?
“Lo sdoppiamento dei CSM per le due categorie dei giudicanti e dei requirenti unita al sorteggio dei membri di questi organismi, servirà ad andare nella direzione di limitare il correntismo. Ad oggi i giudici eletti al CSM vengono votati sulla base di scelte spesso riconducibili alle candidature proposte dalle correnti e questo sistema ha dimostrato, con lo scandalo Palamara, tutti i suoi difetti. Le obiezioni contro il sorteggio sono pretestuose dal momento che già esiste e funziona, ad esempio, per il tribunale dei ministri o nelle giurie popolari. Chi contesta il sorteggio sostenendo che verrebbe penalizzato il merito non si rende conto che il principale nemico del merito è proprio il sistema delle correnti che vorrebbero mantenere in vita”.
Perché è necessario che il giudizio disciplinare sui magistrati sia affidato a un’Alta Corte esterna e non più allo stesso CSM?
“La valutazione disciplinare non può rimanere in capo al CSM, quindi neppure ai due Csm, proprio per garantire all’organo di disciplina quella terzietà tanto auspicata rispetto ai conflitti di interesse. L’alta Corte in cui siederanno membri nominati dal Presidente della Repubblica ed altri sorteggiati. Oggi il CSM è l’organo dove le nomine sono gestite per correnti ed ove si ha un sistema di convenienza che rende quasi sempre inefficaci le sanzioni per chi sbaglia. L’Alta Corte invece sarà distinta dai due Csm che avremo e pertanto sarà garanzia di autonomia ed indipendenza, permettendoci finalmente di far pagare anche quei magistrati che sbagliano. Questa è giustizia”.
In che misura il SÌ di marzo rappresenta il definitivo superamento del modello inquisitorio a favore di un sistema accusatorio puro, allineando l’Italia ai canoni delle democrazie liberali e della CEDU?
“La riforma rappresenta il superamento del modello inquisitorio nato in epoche medioevali. La riforma segna il completamento della riforma Vassalli che introdusse il rito accusatorio trasferendo fisicamente il Pubblico Ministero dal banco del giudice a quello delle altre parti del processo. Senza la separazione che la riforma Nordio attuerà, non avremo mai la piena applicazione di quella separazione di funzione (l’investigativa al pubblico ministero e la decisoria all’altro magistrato, il giudicante). Stiamo portando a compimento il lavoro fatto da un ministro partigiano come Vassalli, come si può sostenere che questa riforma minacci la Costituzione?”.
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