Scontro tra maggioranza e opposizione dopo l’attacco di Usa e Israele in Iran
No, il governo italiano non era al corrente dell’attacco di Usa e Israele in Iran ed è stato avvisato solamente una volta che i caccia erano in volo. Lo stesso vale per gli altri paesi. Perché “l’obiettivo era talmente segreto che solo una volta individuato si è partiti”, spiega il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso dell’audizione con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sulla situazione in Iran e Golfo Persico. Il bersaglio cui fa riferimento Crosetto è evidentemente Khamenei, alla cui uccisione sono seguiti bombardamenti – che andranno avanti ancora a lungo – tesi ad annientare qualsiasi potenziale nucleare e bellico a lungo raggio iraniano. Un’accelerazione sulla tabella di marcia, quindi, che ha colto tutti di sorpresa. E a seguito della quale non si hanno ancora elementi chiari sugli sviluppi del nuovo conflitto in Medio Oriente.
Uno scenario preoccupante
Anche perché, come hanno più volte ribadito il titolare della Difesa e quello della Farnesina, nessuno si aspettava che Qatar ed Emirati diventassero obiettivi iraniani. Figurarsi i droni su Cipro. Risvolto estende lo scenario bellico fino alle porte dell’Europa. E che preoccupa anche l’Italia che sarebbe impreparata a rispondere a questa minaccia. Il quadro rappresentato dai due ministri a senatori e deputati delle commissioni Affari Esteri e Difesa appare dunque relativamente critico. E, ovviamente, non ha mancato di scatenare un aspro dibattito politico. Da parte delle opposizioni, l’attacco è considerato una violazione del diritto internazionale. E nel mirino finisce, di conseguenza, il governo italiano accusato di assecondare in tutto e per tutto l’alleato Trump.
Il botta e risposta tra Conte e Tajani
Uno degli affondi più duri in tal senso è stato quello del leader del Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte ha denunciato senza troppi giri di parole una sorta di sudditanza italiana nei confronti dell’attuale amministrazione degli Stati Uniti. La circostanza ha mandato su tutte le furie Antonio Tajani. “Trump non mi ha mai chiamato Anthony o Tony, a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto di particolare amicizia ce l’aveva lei”, ha sbottato il vicepremier azzurro scatenando l’ira dei parlamentari pentastellati. Ma l’accusa più incalzante al governo è quella di non avere una strategia. O meglio, di non aver chiarito la linea italiana rispetto al nuovo fronte di guerra. Motivo per il quale nel corso dell’audizione si sono susseguite le richieste che a intervenire sulla questione sia direttamente Giorgia Meloni.
L’attacco Usa in Iran e la questione delle basi in Italia
Ad aprire le danze circa un’informativa della premier è Elly Schlein, subito seguita a ruota dal resto dell’opposizione che ha fatto propria la richiesta partita dalla segreteria del Pd. Poi è stata la volta degli attacchi rivolti al ministro della Difesa per la sua presenza a Dubai, dove è rimasto bloccato a causa della chiusura dello spazio aereo. Sulla ben più importante questione circa un’eventuale richiesta delle basi militari italiane da parte degli Usa, infine, sia Tajani che Crosetto hanno sottolineato che non c’è stata alcuna richiesta. Almeno finora. E per il momento la priorità del governo resta quella di rimpatriare gli italiani che ancora si trovano bloccati in diverse regioni mediorientali diventate teatro di guerra.
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