“Dopo gli Emirati altri Paesi potrebbero lasciare l’Opec”
Si rischia il tutti contro tutti nell'area mediorientale. E tra i litiganti Trump (forse) gode
Dopo gli Emirati Arabi Uniti, anche altri Paesi potrebbero lasciare l’Opec. Che rischia, adesso, di vedere ancora più assottigliarsi le sue fila. La decisione di Abu Dhabi, che appare in nettissima polemica con le politiche produttive al risparmio varate e pretese dall’Arabia Saudita, può fare da apri-pista a nuovi scenari. Inediti per il momento. Chi si frega le mani, naturalmente, sarebbe Donald Trump. Che così avrebbe (almeno) un successo da presentare all’opinione pubblica americana (e mondiale) che ancora non capisce i motivi dello scontro e della guerra con l’Iran.
Altri Paesi pronti a lasciare l’Opec?
“Non escludo che anche qualche altro paese in un futuro molto vicino possa uscire dall’organizzazione”, ha affermato Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli. Che, considerando gli scenari attuali di mercato, con il brent saldamente sopra i cento dollari al barile e le borse mondiali che convivono con ansie e incertezze ormai invincibili, ritiene più che possibile l’avverarsi di nuovi sconvolgimenti. E questo, spiega, perché “si stanno ristabilendo le quote di mercato petrolifere che da tempo erano frenate da limiti logistici e di effettiva produzione, in terre dove continuano ad essere scoperti nuovi giacimenti sia di petrolio che di gas”.
Chi vince e chi perde
L’uscita degli Emirati “fa guadagnare punti agli Stati Uniti, ma non dimentichiamo che anche il Venezuela è un membro dell’Opec”, dice ancora Marsiglia. Che spiega come in Medio Oriente si assisterà da qui a breve “a ripercussioni tra gli alleati”. Che forse sono già iniziate. E chissà quando, e se, finiranno in breve tempo. L’Europa, e l’Italia, devono adesso valutare bene scenari e situazioni. Fissando obiettivi e predicando cautela: “Salvaguardiamo gli investimenti fatti nell’area del Golfo Persico, operando con cautela” conclude Marsiglia.
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