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Nuovo arresto Baby Gang: la vita tra armi e musica

Da anni, la sua biografia un intreccio indissolubile tra la scena discografica e musicale e una costante ascesa nelle cronache nere nazionali

di Giorgio Brescia -

Il trapper Zaccaria Mouhib alias Baby Gang arriva al tribunale per il colloquio con il giudice Guido Salvini a Milano il 10 ottobre 2020


Di nuovo nei guai: la cronaca giudiziaria registra un nuovo arresto e un nuovo capitolo nella turbolenta carriera di Zaccaria Mouhib, meglio conosciuto come Baby Gang.

Nuovo arresto per Baby Gang

Il trapper ventiquattrenne è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Lecco, che lo hanno condotto presso la casa circondariale di Busto Arsizio.

Il provvedimento emesso dal Gip non è un fulmine a ciel sereno. Profondo il solco giudiziario della sua vicenda, alimentato da nuove accuse di rapina aggravata e porto abusivo di armi da fuoco che avrebbero avuto luogo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Una biografia “criminale”

La biografia criminale di Mouhib rivela una precocità allarmante e una recidività che ha sfidato negli anni diverse misure restrittive. Già nel 2021, un volto noto alle forze dell’ordine non solo per la sua musica. Per lui una serie di Daspo urbani che gli vietavano l’accesso ai centri della movida di Milano, Rimini e Riccione a causa del suo coinvolgimento in risse e disordini pubblici.

Una instabilità sociale culminata nel grave episodio della sparatoria di via di Tocqueville a Milano avvenuta nel 2022. Per essa Mouhib ha riportato una condanna in primo grado a 5 anni e 2 mesi di reclusione con le accuse di rapina e lesioni aggravate.

Il curriculum giudiziario dell’artista si è arricchito ulteriormente nel corso degli ultimi due anni. Nel 2024 è stato nuovamente protagonista di un fatto di sangue a Milano, durante il quale un suo conoscente è rimasto ferito da un colpo di pistola alla gamba.

In quell’occasione, le autorità hanno rinvenuto nella disponibilità del trapper una pistola con matricola abrasa, elemento che ha portato alla recentissima condanna del 4 marzo, quando il Tribunale di Milano gli ha inflitto 2 anni e 8 mesi di reclusione per ricettazione e detenzione di arma clandestina.

Il fascino della armi

L’arresto odierno a Lecco aggrava drasticamente la sua posizione, poiché le indagini della Procura avrebbero accertato l’utilizzo reale di armi da fuoco per intimidire vittime durante diverse rapine commesse sul territorio.

Nonostante i tentativi di inserimento in percorsi terapeutici e comunità protette per arginare quella che i legali hanno definito una “fascinazione patologica” per le armi, la magistratura ha ritenuto che la custodia in carcere sia attualmente l’unica misura idonea a contenere la sua pericolosità sociale.

La sua vita, finora, un intreccio indissolubile tra la scena discografica e musicale e una costante ascesa nelle cronache nere nazionali.


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