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Parigi cresta gauche: chi è il sindaco che ha umiliato i macroniani

Grégoire sbaraglia la concorrenza guidata dall'ex ministra Rachida Dati

di Angelo Vitale -

Emmanuel Grégoire


Parigi, la gauche resiste. La Ville Lumière ha scelto la continuità nel segno della rottura. Mentre il resto della Francia sembra guardare con crescente interesse verso destra, la capitale si conferma l’ultimo, inespugnabile fortino della sinistra. Emmanuel Grégoire eletto nuovo sindaco della capitale, sbaragliando la concorrenza con un netto 53,1% dei consensi. Lo sfidante del centro-destra, l’ex ministra Rachida Dati — che per l’occasione aveva stretto un’alleanza tattica con i macroniani di Renaissance — si è fermata a un deludente 38%.

Chi è Grégoire

Grégoire, già braccio destro e vicesindaco della storica sindaca Anne Hidalgo, non ha perso tempo. Ha festeggiato la vittoria recandosi al municipio di Parigi non in auto blu, ma in sella a una Vélib’, la bicicletta del servizio di bike-sharing cittadino. Un gesto simbolico con una direzione politica precisa: Parigi resta una città a misura di pedale.

La “rivoluzione a pedali” continua: dove andrà la nuova bici?

L’elezione di Grégoire non è solo un cambio di nome, ma la conferma di un modello urbano radicale. Il nuovo sindaco ha promesso di completare l’eredità della Hidalgo, portando avanti la trasformazione di Parigi nella “città dei 15 minuti”.

Questo significa nuovi chilometri di piste ciclabili protette, soprattutto lungo le arterie che collegano il centro alle banlieue (come la nuova rete delle Vélopolitain), e la prosecuzione della depavimentazione di piazze storiche per creare “foreste urbane”.

Per Grégoire, la bicicletta non è un hobby, ma lo strumento politico per combattere l’inquinamento e riappropriarsi dello spazio pubblico sottratto alle auto.

Cosa significa per la Francia una Parigi cuore della gauche

Il successo di Grégoire assume un peso specifico enorme nel quadro nazionale francese, a soli dodici mesi dalle elezioni presidenziali del 2027. Se fuori dai grandi centri il Rassemblement National di Marine Le Pen continua a macinare consensi, Parigi si pone ufficialmente come il quartier generale della “resistenza progressista”.

Nel suo primo discorso da eletto, Grégoire è stato chiarissimo: “Parigi non sarà mai una città di estrema destra”. La sua vittoria dimostra che la sinistra può ancora vincere se unisce l’ambientalismo radicale a una forte identità urbana, rifiutando però le derive più estremiste.

Grégoire ha infatti vinto senza l’appoggio formale della France Insoumise di Mélenchon. Parigi oggi un laboratorio. Se il modello del “sindaco in bicicletta” funzionerà nel rispondere alla crisi degli affitti e del costo della vita, potrebbe diventare l’unica ricetta valida per fermare l’avanzata della destra populista nel 2027.


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