Il consigliere presidenziale russo, Yuri Ushakov, ha smentito le notizie diffuse dagli Stati Uniti riguardo a un possibile accordo tra Russia e Ucraina. Ushakov ha dichiarato che “il testo dell’accordo per la risoluzione del conflitto in Ucraina non è ancora stato preparato né concordato con la parte russa”. Confermata la sospensione dei negoziati tripartiti, “per ovvie ragioni”.
I dati di intelligence fonte di tensione tra Mosca e Washington
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, durante un briefing, ha affermato che Mosca fa notare regolarmente a Washington “l’inammissibilità” della condivisione della fornitura di dati di intelligence agli ucraini. “Nell’ambito dei nostri contatti, comunichiamo regolarmente ai rappresentanti americani l’inammissibilità della condivisione di dati di intelligence con il regime di Kiev; dati che, come sappiamo, le forze armate ucraine utilizzano per colpire obiettivi sul territorio russo e, naturalmente, obiettivi civili, con armi a lungo raggio ricevute dai Paesi occidentali”, ha spiegato Zakharova, citata dall’agenzia Tass.
I droni in territorio baltico non sono russi
Un drone ucraino diretto verso obiettivi russi ha colpito ieri il camino di una centrale elettrica in Estonia, mentre un altro si è schiantato in Lettonia. Gli incidenti non hanno causato vittime. L’ipotesi avanzata dai due Stati baltici, membri della Nato e dell’Unione europea, è che gli aeromobili a pilotaggio remoto carichi di esplosivi abbiano accidentalmente terminato la corsa sul loro territorio prima di poter raggiungere i rispettivi bersagli. L’Ucraina ha infatti condotto numerosi raid contro la Russia durante la notte scorsa, prendendo di mira in particolare l’importante porto di Ust-Luga, nel Golfo di Finlandia. L’infrastruttura si trova a poche decine di chilometri dal punto di impatto del drone in Estonia. Per quanto riguarda la Lettonia, è sulla possibile traiettoria di un lancio verso la regione russa di Leningrado.
“L’incidente del drone avvenuto ieri notte in Estonia riflette le ripercussioni della guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina”, ha affermato il premier estone Kristen Michal. La sua omologa lettone, Evika Siliņa, ha invitato a rispondere a questo tipo di situazioni “con comprensione” nei confronti dell’Ucraina “che si difende” dagli attacchi dei russi.
La mossa improvvida della Nato
Un nuovo gruppo tattico multinazionale della Nato, il cui compito è “dissuadere” la Federazione russa dall’attaccare gli Stati del fianco orientale dell’Alleanza, sarà schierato in Finlandia quest’estate. A riferirlo è stata un’alta ufficiale svedese, il cui Paese fungerà da nazione capofila di questa forza. Secondo il viceammiraglio Skoog Haslum, anche contingenti norvegesi, britannici e italiani ne faranno parte. Recentemente la Francia ha manifestato la volontà di partecipare all’iniziativa.
Il gas ungherese arriva ancora a Kiev
L’Ucraina non ha rilevato alcuna interruzione delle forniture di gas naturale dall’Ungheria. A precisarlo è stato il suo ministero degli Esteri, dopo che il primo ministro Viktor Orban aveva comunicato che il suo Paese le avrebbe gradualmente interrotte, fino alla ripresa del flusso di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba. “Al momento, questa importazione non è stata interrotta…se il primo ministro Orban decidesse comunque di interromperla, riteniamo che l’unica conseguenza sarà quella di privare l’economia ungherese e gli ungheresi di oltre 1 miliardo di dollari, che l’Ungheria ha ricevuto, ad esempio, lo scorso anno”, ha detto ai giornalisti nella capitale ucraina il portavoce Heorhii Tykhyi.
Tajani in Ucraina
Antonio Tajani è atteso in Ucraina. “Abbiamo elaborato un fitto calendario di appuntamenti per la crescita che ci porterà in tutti i mercati strategici. A metà aprile sarò a Pechino per la Commissione Economica Mista Italia-Cina. A maggio presidierò a Miami un Forum Imprenditoriale Italia – Usa con il segretario Rubio. La settimana prossima sarò a Kiev per incontri europei con le imprese e poi sarò a Belgrado”, ha annunciato il ministro degli Esteri italiano al question time alla Camera, sottolineando che “di fronte alla crisi” del Golfo e Hormuz il governo Meloni, alle prese con delle grane interne dopo il disastroso esito del referendum sulla giustizia, è impegnato “per la de-escalation diplomatica e nel sostegno del nostro tessuto produttivo”.