La componente neocon sta condizionando l’operato dell’amministrazione statunitense. I repubblicani al Congresso stanno valutando di apportare tagli alla spesa sanitaria federale per contribuire a finanziare un disegno di legge da 200 miliardi di dollari destinati alla guerra in Iran e al rafforzamento dei controlli sull’immigrazione.
Le intenzioni dei trumpiani e la reazione dei dem
Nel dettaglio, secondo Axios, i leader del GOP della Camera stanno esaminando possibili “offset” sanitari legati alla riduzione delle frodi nei programmi federali, sul modello già discusso lo scorso anno durante il negoziato sulla legge di bilancio che portò a sforbiciate rilevanti a programmi chiave come Medicare e Medicaid, oltre a interventi sulle assicurazioni sanitarie. I democratici hanno criticato duramente tale ipotesi. La senatrice Elizabeth Warren ha accusato i trumpiani di voler “tagliare l’assistenza sanitaria degli americani per finanziare più guerra in Iran”.
Nuovo messaggio di Mojtaba Khamenei
La Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha espresso in una nota il suo cordoglio per la morte del comandante della Marina dei Pasdaran, Alireza Tangsiri. “Il valoroso e coraggioso comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, l’ammiraglio Alireza Tangsiri, dopo anni di lotta, è stato onorato con il martirio”, ha detto Khamenei nel suo messaggio, sottolineando che “il martirio di questo coraggioso figlio del Tangestan, soldato dell’Iran e guardiano dell’Islam nell’epopea della Terza Guerra Imposta, è considerato un grande onore per il coraggioso popolo di Bushehr, le forze armate della Repubblica Islamica e la nazione iraniana che proteggono sempre l’indipendenza e i confini marittimi dell’Iran, in particolare il Golfo Persico”.
Khamenei non è mai apparso in pubblico né ha mai fatto sentire la sua voce da quando, lo scorso 8 marzo, è stato nominato Guida Suprema al posto del padre, affidando la sua comunicazione esclusivamente a dichiarazioni scritte. Stando alla Cnn, l’ayatollah avrebbe riportato nelle prime fasi dei raid di Usa e Israele una frattura al piede e altre lesioni lievi, tra cui un ematoma all’occhio sinistro e ferite al volto.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto invece di non sapere se Mojtaba Khamenei sia ancora in vita. “Non lo sappiamo – ha risposto al New York Post – Pensiamo probabilmente di sì, ma in condizioni estremamente gravi”.
Ancora raid israeliani
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di aver colpito nei giorni scorsi una struttura militare dei Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc) situata all’interno dell’università Imam Hossein, nel centro di Teheran. L’ateneo sarebbe “uno dei principali siti d’infrastruttura militare dell’Irgc” e sarebbe stato utilizzato per attività di ricerca e sviluppo di armamenti, inclusi programmi legati ai missili balistici e ad altre capacità avanzate.
L’Iran avverte Usa e Israele
L’esercito iraniano ha minacciato di prendere di mira le residenze di comandanti militari e politici, sia americani che israeliani, in Medio Oriente. All’agenzia Fars, il portavoce di Khatam al-Anbiya – il comando operativo delle forze armate iraniane – ha affermato che gli attacchi saranno condotti come rappresaglie per le “azioni terroristiche” di Stati Uniti ed Israele, che hanno bersagliato “le case di cittadini iraniani in varie città”.
Il governo iraniano è tornato a mettere in discussione l’impegno nel Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha avvertito che il suo Paese continuerà a rispettare i limiti concordati “finché ne resterà membro”, ma ha precisato che la sua “utilità è sotto esame”, alla luce dei bombardamenti israelo-americani. Baghaei ha inoltre confermato che l’ipotesi di un ritiro dal Tnp è attualmente “in fase di revisione da parte del Parlamento”.
Ankara intercetta un altro missile
La Turchia ha annunciato di aver intercettato un altro missile, il quarto che per il ministero della Difesa turco è stato lanciato dall’Iran. “Un proiettile balistico, che si ritiene sia stato lanciato dall’Iran e sia entrato nello spazio aereo turco, è stato neutralizzato dai sistemi di difesa aerea e missilistica Nato schierati nel Mediterraneo orientale”, si legge nel comunicato del ministero di Ankara. Gli sviluppi nella regione “sono monitorati attentamente”.