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Cronaca

Processo Torre Milano: la richiesta di condanne

Quattromilacinquecento nuclei familiari in bilico, nel loro "diritto alla casa" (acquistata) reclamato pure al Quirinale

di Angelo Vitale -

La Torre Milano, un grattacielo residenziale di 24 piani in via Stresa a Milano


La Procura di Milano ha formalmente chiesto otto condanne e la confisca del grattacielo “Torre Milano” di via Stresa. E’ il cuore di una delle più complesse inchieste urbanistiche della metropoli lombarda.

Torre Milano, il processo

Nella requisitoria conclusiva, la pm Marina Petruzzella ha contestato agli imputati – costruttori, architetti e funzionari del Comune – i reati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. E sostenuto che la torre di 24 piani fosse stata realizzata con strumenti autorizzativi illegittimi e in violazione dell’interesse pubblico.

Secondo l’accusa, l’edificio è stato edificato attraverso una “Scia con atto d’obbligo” spacciata per ristrutturazione. Così, bypassando il necessario piano urbanistico attuativo. Per la Procura, uno stratagemma per una fuga dalle regole urbanistiche e un danno collettivo. Ciò, rispetto a servizi e monetizzazioni che avrebbero dovuto accompagnare un intervento di tale portata.

La tensione in città: il caso “Famiglie sospese”

Questa fase processuale arriva in un momento di forte tensione pubblica. Il Comitato “Famiglie Sospese” di Milano, che rappresenta oltre 4.500 nuclei familiari coinvolti indirettamente dalle inchieste urbanistiche, si era mosso. Aveva scritto a dicembre una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E chiesto che la loro tragedia non resti invisibile e che si trovi una soluzione normativa per restituire dignità e serenità alle famiglie colpite.

Nella lettera, sottolineato come cittadini che avevano acquistato casa in buona fede si trovino oggi intrappolati. Bloccati tra sequestri di cantieri, mutui da pagare e incertezza legale sulle loro abitazioni.

Il dossier Milano

La vicenda “Torre Milano” non è solo un caso giudiziario isolato, ma si inserisce in un più ampio dibattito sull’urbanistica milanese e sulla governance delle costruzioni in una grande città italiana.

Le richieste di condanna della Procura segnano un momento cruciale. Se i giudici confermeranno le richieste dei pm, le pene per abuso edilizio e lottizzazione abusiva potrebbero rappresentare un precedente importante per altre inchieste sulla gestione urbanistica. E cambiare la percezione del diritto all’abitare in contesti dove edilizia privata e speculazione si intrecciano con la funzione pubblica dell’urbanistica locale.

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