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Ambiente

Puglia, Diga di Occhito sotto pressione: piogge abbondanti e l’acqua resta un problema

Atteso da anni un collegamento che permetterebbe di incanalare 60 milioni di metri cubi all'anno. Oggi, un pericoloso spreco che satura l'invaso

di Giorgio Brescia -


Il maltempo incessante crea un paradosso idrico in Puglia: mentre le piogge delle ultime settimane fanno risalire i livelli della Diga di Occhito, torna l’allarme sulla gestione dell’acqua. Non è un’emergenza per scarsità immediata, ma per come l’acqua viene raccolta, distribuita e soprattutto collegata tra sistemi diversi.

Allarme Diga di Occhito

Le precipitazioni stanno riempiendo gli invasi e riducendo temporaneamente il rischio siccità, ma il problema strutturale resta. In alcuni casi, parte dell’acqua continua a non essere sfruttata pienamente, mentre i territori agricoli pugliesi soffrono ciclicamente la carenza idrica.

Il punto chiave è la storica assenza di un’infrastruttura strategica: il collegamento tra la diga molisana del Liscione e Occhito. Un progetto discusso da oltre vent’anni e mai completato.

Un collegamento mai realizzato

Questa interconnessione permetterebbe di trasferire fino a 60 milioni di metri cubi d’acqua all’anno verso la Puglia, evitando sprechi e garantendo risorse per uso potabile e agricolo.

Negli ultimi mesi qualcosa si è mosso. Sono stati stanziati fondi e avviate fasi progettuali, con l’obiettivo di partire con i lavori tra il 2026 e il 2027. Tuttavia, l’opera resta ancora lontana dal completamento, dopo decenni di ritardi, rinvii e rimpalli tra livelli istituzionali.

E ora?

Ecco perché anche con le dighe più piene, come oggi, l’acqua resta un problema. Senza una rete efficiente di collegamenti e accumulo, le piogge abbondanti non si traducono automaticamente in sicurezza idrica duratura.

Occhito torna a riempirsi, ma il sistema resta fragile. Finché il collegamento con il Liscione non sarà operativo, la Puglia continuerà a vivere tra emergenze cicliche e occasioni mancate.


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