Mondiale, Italia ripescata: una “minaccia” o una suggestione?
L'ipotesi legata ad un possibile forfait dell'Iran
La delusione dei tifosi in un bar di Torino, dopo la sconfitta della nazionale italiana alle qualificazioni per i mondiali di calcio contro la Serbia
Dopo l’eliminazione, torna a circolare il tema dell’Italia ripescata al Mondiale 2026, legato a un possibile forfait dell’Iran. Allo stato attuale, uno scenario teorico e altamente improbabile, più che di una procedura concreta già avviata.
Italia ripescata?
L’ipotesi nasce dalle tensioni geopolitiche che potrebbero impedire all’Iran di partecipare al torneo negli Stati Uniti. Tuttavia, la Fifa non ha aperto alcuna procedura ufficiale, limitandosi a monitorare la situazione internazionale.
Sul piano regolamentare, la Fifa ha piena discrezionalità nel sostituire una squadra ritirata. Ma la logica sportiva porterebbe a scegliere una nazionale della stessa area geografica (quindi, l’Asia), non l’Italia.
Un ripescaggio legato al ranking?
Alcune voci, rilanciate anche da ambienti calcistici internazionali, parlano di un possibile criterio legato al ranking mondiale, che favorirebbe gli azzurri. Ma si tratta di indiscrezioni non confermate. Lo stesso presidente Fifa Gianni Infantino ha ribadito che l’Iran, al momento, è regolarmente atteso al torneo.
Ci converrebbe?
Il tema si intreccia anche con il nuovo corso della Nazionale: tra cambi tecnici e gestione federale mollata da Gabriele Gravina, l’Italia resta fuori per risultati sportivi, non per decisioni amministrative.
Converrebbe davvero? Un eventuale ripescaggio garantirebbe visibilità e ricavi, ma arriverebbe senza merito sul campo, con rischi anche sul piano sportivo e reputazionale.
Quindi, nessuna procedura Fifa aperta per l’Italia ripescata, Iran ancora dentro, Italia fuori. Il resto, oggi, è più suggestione che realtà.
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