Meloni: “Rischio terrorismo reale. Il governo resta stabile”
La premier ha auspicato la pace nel mondo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Mattino Cinque, ha affrontato i principali temi dell’attualità politica, dalla sicurezza interna alla tenuta dell’esecutivo. La premier ha aperto con un augurio agli italiani: “La pace del mondo”. Un auspicio per certi versi “scontato”, ma reso necessario da un contesto internazionale instabile. “Se non c’è una stabilità di fondo, tutto è più difficile. Non è facile lavorare così”, ha aggiunto il capo dell’esecutivo.
Il pericolo del terrorismo
Sul fronte sicurezza, la premier ha definito “reale” il rischio di infiltrazioni terroristiche di matrice islamista, citando il caso di Modena e ribadendo la necessità di “non abbassare la guardia”. Ha ricordato il disegno di legge di Fratelli d’Italia contro il “separatismo islamista”, che introduce maggiore trasparenza sui fondi ai luoghi di culto, il divieto di indumenti che impediscono il riconoscimento del volto e pene più severe per i matrimoni forzati. Meloni ha auspicato un sostegno parlamentare ampio, pur dubitando dell’appoggio dell’opposizione, già in piena campagna elettorale.
L’orgogliosa rivendicazione di Meloni
Sulla stabilità del governo, la premier ha respinto l’idea di una maggioranza: “Ci davano per spacciati dopo sei mesi. Siamo il secondo governo più longevo della storia d’Italia e uno dei più stabili d’Europa”. Ha poi replicato alle dichiarazioni della segretaria del Partito democratico Elly Schlein, ricordando la vittoria del centrodestra a Venezia.
Giorgia Meloni ha accusato una parte dell’opposizione di puntare a “fidelizzare” il voto degli elettori di fede islamica con un atteggiamento strumentalmente morbido verso l’immigrazione irregolare.
L’impegno con gli elettori
Infine, sulla possibilità di completare la legislatura, la presidente del Consiglio ha rimarcato che la continuità di governo “produce credibilità internazionale e investimenti”, ribadendo l’impegno a garantire stabilità fino al termine del mandato.
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