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Esteri

Iran, Trump minaccia: “Annienteremo una civiltà” ma Vance rilancia i negoziati

Esplosioni dopo raid sull'isola di Kharg. Il vicepresidente: "Gli Usa hanno strumenti che hanno deciso di non usare, ora spazio alle trattative"

di Ernesto Ferrante -


Nuovo attacco di Stati Uniti e Israele contro un ponte vicino alla città in Iran di Qom. A denunciarlo è il vice governatore della provincia. “Pochi minuti fa, uno dei ponti sulle linee di comunicazione di Qom, fuori dalla città di Qom e nella parte occidentale della provincia, è stato attaccato da missili nemici americani e sionisti”. Lo ha dichiarato Morteza Heydari.

Le infrastrutture civili dell’Iran nel mirino di Usa e Israele

Centrato anche un altro ponte, quello autostradale che collega la città di Tabriz a quella di Zanjan nel nord ovest dell’Iran. Si tratta di una infrastruttura civile

Le autorità iraniane hanno annunciato la cancellazione dei collegamenti ferroviari in partenza e in direzione di Mashhad, la seconda città del Paese, dopo un avviso di raid dell’esercito israeliano. “A causa dell’avvertimento immorale del regime sionista riguardante un attacco contro le ferrovie e per misura precauzionale, tutti i viaggi dalla stazione di Mashhad sono stati annullati fino a nuovo ordine”, ha detto il governatore Hassan Hosseini, citato dalle agenzie Fars e Mehr. Le forze di Tel Aviv ha esortato gli iraniani ad astenersi dal viaggiare in treno fino alle 21 ora locale.

Raid su una zona residenziale ad Alborz

Pesante il bilancio di un bombardamento che ha colpito una zona residenziale nella provincia di Alborz: 18 morti e 24 feriti. “I soccorritori stanno lavorando 24 ore su 24”, ha fatto sapere il vice governatore. Esplosioni dopo attacchi sull’isola di Kharg.

La diplomazia è al palo

L’ambasciatore iraniano in Kuwait ha rivolto un appello ai Paesi della regione affinché si trovi una soluzione diplomatica al conflitto in Iran prima della scadenza dell’ultimatum fissato dal presidente americano Donald Trump, in modo da evitare “una tragedia”. “Ci auguriamo che i paesi della regione utilizzino tutte le loro capacità diplomatiche e politiche per impedire che una simile tragedia si abbatta sulla regione”, ha riferito Mohammad Toutounji all’Afp.

Gli sforzi “positivi e produttivi” che il Pakistan ha messo in atto per fermare il conflitto scatenato dall’aggressione militare israelo-americana a Teheran si stanno avvicinando a una fase “critica e delicata”. A sostenerlo è l’ambasciatore iraniano a Islambad, Reza Amiri Moghadam, in un post su X. “Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan, compiuti in buona volontà e con buoni uffici per fermare la guerra, si stanno avvicinando a una fase critica e delicata”, ha scritto il diplomatico.

L’ultima minaccia di Trump: “Annienteremo una civiltà”

Ma il presidente americano Donald Trump torna a minacciare l’Iran. “Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”, ha scritto come al solito su Truth Donald Trump.

L’apertura di Jd Vance

Molto meno minacciose le dichiarazioni in Ungheria del vice presidente Usa Jd Vance. Che, a proposito della situazione in Iran, ha affermato che gli Stati Uniti posseggono “strumenti nel loro arsenale che finora non abbiamo deciso di usare” contro Teheran. Ma non basta. Vance si è detto “fiducioso”. Perché Washington ha raggiunto “pienamente tutti i suoi obiettivi militari”. E soprattutto perché da ora fino alle due di questa notte, quando scadrà l’ultimatum di Trump, “ci saranno molti negoziati”. Finalizzati, chiaramente, alla riapertura di Hormuz. Il messaggio (anche) di Vance è netto: “Devono sapere che abbiamo strumenti nel nostro arsenale che finora non abbiamo deciso di usare. Il presidente degli Stati Uniti può decidere di usarli, e deciderà di usarli se gli  iraniani non cambieranno la loro condotta“.


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