“Niente politica in chiesa” e l’Arcivescovo scaccia i candidati dal tempio
La decisione di monsignor Bellandi, guida dell'Arcidiocesi di Salerno innesca il dibattito
Niente politica in chiesa, almeno a Salerno e provincia: lo ha deciso l’arcivescovo Andrea Bellandi. Che, in una lettera indirizzata ai parroci dell’Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno, ha chiesto ai sacerdoti di evitare di ospitare nei locali annessi ai luoghi di culto eventi politici di sorta. Una questione non banale e che cerca di sottrarre la Chiesa alle polemiche legate alle (tante) campagne elettorali che iniziano a entrare nel vivo sul territorio. A cominciare da quella per il rinnovo del consiglio comunale di Salerno dove si candida, ancora, a sindaco l’ex governatore della Campania Vincenzo De Luca.
Niente politica in chiesa
Le parole che l’arcivescovo Bellandi utilizza nella sua comunicazione sono chiare e nette. Non si fa politica in chiesa. E nemmeno nelle strutture collegate alle parrocchie, ai templi, ai luoghi di culto. “Si rappresenta che potrebbero pervenire richieste di utilizzo di locali parrocchiali, come aule, saloni e oratori, per lo svolgimento di incontri connessi, direttamente o indirettamente, alla competizione elettorale”. Ecco, fatta la premessa, sua eminenza statuisce: “Al fine di prevenire ogni possibile equivoco o indebita interpretazione circa un coinvolgimento o un sostegno della comunità ecclesiale a specifiche posizioni o schieramenti, si dispone che, nel periodo antecedente le consultazioni, tali spazi non vengano concessi per le suddette finalità”.
Fuori dalle polemiche (e dalle parrocchie)
La presenza di candidati dentro e fuori oratori e locali parrocchiali è, più o meno, una consuetudine della politica, che da sempre è legata alla Chiesa. Se non altro come luogo fisico per incontrare le comunità. La posizione dell’arcivescovo però è finalizzata a tutelare l’unità delle parrocchie. A cementare l’armonia interna e a evitare che le questioni elettorali possano finire per dividere i fedeli. O, peggio ancora, per trascinare le parrocchie nel groviglio delle strumentalizzazioni politiche locali.
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