L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Chi ci guadagna e chi ci perde nel “pareggio” con l’Iran

di Adolfo Spezzaferro -


Quando tutto sembrava precipitare verso un conflitto irreversibile, la tregua tra Stati Uniti-Israele e Iran apre uno spiraglio di pace. Entrambe le parti parlano di successo storico, di vittoria totale (anche se a ben vedere si tratta di un “pareggio”), ma i nodi restano tutti sul tavolo: controllo dello Stretto di Hormuz, programma nucleare, basi Usa nella regione, mire espansionistiche di Israele, sicurezza e stabilità perennemente in bilico. E soprattutto resta l’incognita di chi potrebbe sabotare il negoziato (come è successo già il, primo giorno con gli attacchi dell’Idf in Libano).

Un dato è certo, però, il quadro geopolitico è cambiato. La Nato è divisa (e Trump ora potrebbe davvero uscire dall’Alleanza), l’Iran esce rafforzato, conclamando il suo primato geopolitico nella regione, il peso della Cina cresce (anche in virtù del suo ruolo di paciere internazionale), l’Ue dal canto suo ha perso l’ennesima occasione per avere voce in capitolo. Al di là della durata della tregua, tuttavia, il ruolo degli Usa in Medioriente si è drasticamente ridimensionato: altro che petrodollari in cambio di sicurezza. Già si parla di petroyuan.


Torna alle notizie in home