“Grazia per Nicole Minetti”, la decisione “per motivi umanitari”
La "scoperta" della trasmissione Mi Manda Raitre: le ragioni del provvedimento
Stando a quanto avrebbe scoperto, e riportato, la trasmissione Mi Manda RaiTre, Nicole Minetti avrebbe ottenuto la grazia dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. L’ex igienista dentale nonché già consigliera regionale in Lombardia, era stata condannata in via definitiva a un anno e un mese per le accuse di peculato e a due anni e dieci mesi per induzione alla prostituzione. Quest’ultimo nell’ambito dell’inchiesta, e poi del processo, legato al filone del cosiddetto procedimento Ruby Bis.
“Grazia per Nicole Minetti”
A dar notizia della decisione che sarebbe giunta dal Colle, è stato il giornalista Federico Ruffo che ha annunciato sui social: “Mi Manda RaiTrè ha scoperto che Nicole Minetti, l’ex igienista dentale e Consigliera Regionale lombarda, condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo Ruby bis (le cosiddette cene eleganti), é stata graziata dal Presidente della Repubblica”. Quindi Ruffo ha proseguito: “Il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, é stato rilasciato nelle scorse settimane con il parere positivo del Ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d’Appello”. State pur certi che in questo fine settimana, nonostante una guerra in corso e negoziati che (forse) partono, in Italia non si parlerà d’altro.
Torna il caso Minetti?
La vicenda è di quelle antiche. Risale, praticamente, a una vita fa. Ma fece rumore, eccome. Al punto da cambiare la percezione della politica. Evidentemente, nella temperie politica di allora, il caso Ruby servì per disarcionare Silvio Berlusconi dal governo. Un’epoca in cui il Cav dovette subire un attacco concentrico, praticamente su ogni fronte. Nicole Minetti fu una delle protagoniste di una vicenda che, dalle aule giudiziarie, tracimò subito in quelle parlamentari prima e nel dibattito pubblico poi. Son passati tanti anni ma la polemica, evidentemente, resiste ancora.
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