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Addio a Carlo Ginzburg, lo storico che rivoluzionò gli studi sulla cultura popolare

di Redazione -


Il mondo della cultura e della ricerca storica perde una delle sue figure più autorevoli. È morto nella notte all’età di 87 anni Carlo Ginzburg, tra gli storici italiani più influenti e tradotti a livello internazionale. La notizia è stata appresa da fonti vicine alla famiglia. Nato a Torino nel 1939, Ginzburg era figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, due protagonisti della cultura italiana del Novecento. Nel corso della sua lunga carriera accademica ha contribuito a rinnovare profondamente gli studi storici, diventando un punto di riferimento per generazioni di studiosi.

Chi era Carlo Ginzburg

Professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, Carlo Ginzburg ha insegnato anche all’Università di Bologna. Oltre che in alcune delle più prestigiose università del mondo, tra cui Harvard, Yale, Princeton e l’Università della California. La sua attività di ricerca si è concentrata soprattutto sulla storia della cultura popolare, della stregoneria, delle eresie e delle credenze religiose tra Medioevo ed Età moderna. Il suo approccio innovativo lo ha reso uno dei principali esponenti della cosiddetta “microstoria”. Si tratta di un metodo di indagine che analizza eventi e personaggi apparentemente marginali per comprendere fenomeni storici più ampi. Tra le sue opere più celebri figurano “I Benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento” e “Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del ’500”, testi diventati fondamentali per gli studi storici contemporanei.

Le opere che hanno segnato la storiografia

In particolare, “Il formaggio e i vermi”, pubblicato nel 1976, è considerato uno dei libri più influenti della storiografia mondiale. Le sue ricerche hanno aperto nuove prospettive sull’analisi delle fonti inquisitoriali e sulla comprensione delle mentalità collettive, contribuendo a ridefinire il modo di fare storia. Le opere di Carlo Ginzburg sono state tradotte in oltre venti lingue e hanno raggiunto un pubblico internazionale ben oltre gli ambienti accademici. Nel corso della sua carriera Carlo Ginzburg ha ricevuto numerosi premi e onorificenze di prestigio internazionale. Tra i principali riconoscimenti figurano l’Aby Warburg Prize nel 1992, il Premio Feltrinelli per le Scienze Storiche dell’Accademia dei Lincei nel 2005, l’Humboldt-Forschungspreis nel 2008 e il Premio Balzan per la Storia d’Europa nel 2010. Nel 2019 gli sono stati conferiti il Premio èStoria, il Premio Tomasi di Lampedusa e il Premio Francesco De Sanctis alla carriera.

Carlo Ginzburg: è morto uno dei più autorevoli intellettuali italiani

A testimonianza della sua autorevolezza scientifica, era stato insignito di ben 19 lauree honoris causa ed era membro di numerose accademie nazionali e internazionali. Con la scomparsa di Carlo Ginzburg, l’Italia perde uno dei suoi intellettuali più autorevoli e conosciuti nel mondo. Le sue opere continueranno a rappresentare un riferimento imprescindibile per la ricerca storica. Ma soprattutto per tutti coloro che si interrogano sul rapporto tra potere, cultura e società. Il suo contributo ha lasciato un segno profondo nella storiografia contemporanea, dimostrando come le storie degli individui comuni possano illuminare i grandi processi della storia. Un’eredità scientifica e culturale destinata a rimanere centrale nel dibattito accademico internazionale ancora per molti anni.


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