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Ambiente

Intervista a David Granieri, presidente del Consorzio olio di Roma Igp e Coldiretti Lazio

di Marco Montini -


Quest’anno, i festeggiamenti per il Natale di Roma dureranno un mese intero: aprile 2026 segna infatti la nascita del Festival dell’Olio di Roma IGP, che arricchirà le celebrazioni per la Capitale e per il suo straordinario patrimonio agricolo e culturale di nuovi eventi, affascinanti ed evocativi. Della iniziativa e, più in generale, dello stato di salute della filiera italiana dell’olio ne abbiamo parlato con David Granieri, presidente del Consorzio olio di Roma Igp e presidente Coldiretti Lazio.

Presidente, cosa state facendo come consorzio per valorizzare una delle nostre ricchezze agroalimentari?

“Come Consorzio stiamo lavorando su più livelli per rafforzare la reputazione e il posizionamento dell’olio di Roma IGP, con l’obiettivo di trasformare una grande tradizione produttiva in un reale valore economico e culturale. Puntiamo in modo deciso sulla valorizzazione e sulla promozione della qualità certificata, perché riteniamo che oggi il consumatore sia sempre più attento all’origine, alla tracciabilità e all’identità dei prodotti. In questo senso, il marchio IGP rappresenta una garanzia fondamentale. Il Festival Olio di Roma IGP nasce proprio con questa visione: raccontare l’olio non solo come prodotto, ma come espressione di cultura, storia e territorio.

Attraverso eventi, degustazioni e momenti di approfondimento, vogliamo avvicinare il pubblico a una maggiore consapevolezza del valore dell’olio. Allo stesso tempo, lavoriamo per rafforzare la connessione con la città e la comunità di Roma, che rappresenta uno dei più grandi mercati agroalimentari d’Italia. Crediamo infatti che proprio da qui possa partire un percorso capace di generare nuove opportunità per i produttori e per l’intero sistema agricolo locale. In sintesi, il nostro impegno è quello di trasformare notorietà, storia e tradizione in un posizionamento forte e riconoscibile, capace di competere sui mercati e di valorizzare appieno una delle eccellenze del nostro territorio”.

Nasce il primo festival dell’olio di Roma IGP, quali sono i principali eventi in programma? Qual è il legame tra Roma e l’olio?

“Dalle masterclass di assaggio alle attività nelle scuole, dalle degustazioni alle visite culturali, fino alla presenza al Vinitaly e alla partecipazione all’Appia Run. Ci saranno 11 giorni di eventi diffusi che, in luoghi altamente evocativi – affascinanti perle di architettura, arte e storia della Capitale – potranno permetterci di fare il punto sul contesto attuale, riflettere sui margini di miglioramento e stimolare il confronto con i produttori, i quali possono aiutarci a migliorare sotto tutti gli aspetti, per puntare ai più alti obiettivi commerciali mai raggiunti in questa regione.

Le giornate principali saranno a cavallo dei festeggiamenti del Natale di Roma: lunedì 20 aprile, il Tempio di Adriano ospiterà l’esposizione dei produttori Olio di Roma IGP, masterclass di assaggio, showcooking e talk per approfondire la conoscenza dell’Olio di Roma e scoprire “Le vie dell’Olio di Roma”, con la presentazione dei percorsi di oleoturismo, mentre martedì 21 aprile, la Curia Iulia – nel Parco archeologico del Colosseo – diventerà palcoscenico del Premio L’Eterno, riconoscimento a personalità, enti e produttori che contribuiscono a diffondere la cultura dell’olio extravergine e l’identità romana nel mondo. La giornata includerà visite guidate all’Oliveto del Palatino e momenti di degustazione, rievocando i Palilia, con l’olio come elemento di protezione, prosperità e memoria”.

Quali le difficoltà che l’Olio di Roma, e più in generale, quello italiano, stanno incontrando in questi tempi di globalizzazione, dazi e conflitti bellici?

“Purtroppo la filiera sta scontando momenti di altissima speculazione, benché il Paese sia deficitario di prodotto, il prezzo dell’olio continua a scendere. Questo non è un bel segnale, anche – e soprattutto – in ragione del fatto che abbiamo assistito, negli ultimi tre anni, ad una crescita costante e continua. Solo una denominazione forte potrà salvaguardare l’interesse dei territori”.

Lei è anche presidente Coldiretti Lazio. Come valuta l’operato del governo a tutela dei prodotti agroalimentari del Lazio e d’Italia?

“L’investimento nel settore agroalimentare è stato il più alto in assoluto negli ultimi vent’anni: quasi 15 miliardi di euro per valorizzare filiere, opere infrastrutturali e, non per ultimo, il potenziamento energetico delle aziende agricole. Siamo l’ultimo Paese che continua a mantenere l’agevolazione del 20% di credito d’imposta per il gasolio agricolo. È chiaro che il contesto attuale non aiuta. Sicuramente la speculazione e la situazione geopolitica non supportano questo tipo di interventi e non stimolano la crescita del settore agricolo, sia a livello regionale che nazionale. Siamo in attesa dei decreti delle misure di investimento che potranno essere un volano importante per lo sviluppo del settore”.


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