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Italian Tourism Awards: l’edizione 2026

Per il 2026, "casa" al Teatro dell’Opera di Roma

di Giorgio Brescia -


L’industria del viaggio in Italia non è solo fatta di numeri e statistiche, ma di palcoscenici: per il 2026, gli Italian Tourism Awards hanno deciso di alzare l’asticella, scegliendo come “casa” il Teatro dell’Opera di Roma.

Da oggi, 24 aprile, si aprono ufficialmente le candidature: non è solo un premio, ma la radiografia di un settore che prova a reinventarsi tra lusso estremo e startup d’assalto.

ITA 2026: La Notte dell’Eccellenza al Teatro dell’Opera

Il 2 dicembre il turismo italiano si mette l’abito da sera. La scelta dell’Opera di Roma non è casuale; l’obiettivo di Deborah Garlando (ceo di Mhr e “mente” dietro l’evento) è chiaro: trasformare il riconoscimento in una sorta di “Premio Oscar” dell’ospitalità.

Cosa bolle in pentola: le novità del 2026

L’edizione 2026 rompe gli schemi del passato con un assetto più fluido e inclusivo.

Le 13 Categorie. Si va dai giganti dell’hotellerie ai trasporti, ma la vera novità è la categoria “Esperienze di Viaggio”. È il riconoscimento a chi non vende più solo una camera, ma un’emozione immersiva (dal trekking esperienziale alla cena in luoghi segreti).

Startup e Talenti. Il premio smette di essere un club per soli “colossi” e apre le porte ai giovani innovatori che stanno digitalizzando il comparto.

Il fattore internazionale. Con il Best International Tourism Award, l’Italia smette di guardarsi l’ombelico e premia la destinazione estera che ha saputo vendersi meglio.

Oltre il Premio: memoria e solidarietà

L’evento degli Italian Tourism Awards “custodisce” anche una parte emotiva profonda. Verranno assegnati premi speciali dedicati a icone scomparse che hanno fatto la storia del settore: Jean Marc Droulers (il volto di Villa d’Este) ed Elena David, la manager che ha scosso il mondo alberghiero.

Inoltre, un risvolto concreto: la partnership con l’Associazione Italiana Persone Down. Garantisce che una parte dei ricavati sosterrà progetti di inclusione sociale, portando il concetto di “ospitalità” oltre i confini del business.


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