Giustizia minorile e sicurezza
Viene da chiedersi se l’enorme spirale di violenza che vede i minorenni loro malgrado protagonisti e di cui narrano le nostre cronache non richieda una riforma del sistema di giustizia minorile per come oggi è congegnato.
Né il minore vittima, né il minore criminale, hanno un regime adeguato dal punto di vista processuale. Il primo non ha un trattamento particolareggiato dal punto di vista del processo penale, salvo alcune cautele insufficienti ad apportare adeguati livelli di protezione e di tutela.
La stessa struttura organizzativa della giustizia minorile non si muove abbastanza per aiutare i minori vittime di violenze che rimangano abbandonati alle famiglie o a servizi sociali che non sono in grado di fornire le prestazioni loro richieste. Anche il caso della “Casa nel bosco” ha dimostrato le carenze del nostro sistema pur in mancanza di vere e proprie violenze.
Il sistema di giustizia minorile italiano è troppo schiacciato sul Tribunale per i minorenni che è sovraccarico di incombenze e non pu contare su un sistema amministrativo competente o funzionale come dovrebbe essere.
Supporti psicologici, clinici e sanitari non sono mai adeguati al fragile equilibrio dei minori vittime di violenza sia in famiglia, sia nella società. Manca completamente una struttura permanente al servizio delle famiglie e dei minori che possono restare in famiglia ma sono vittime di disagi e patologie di qualsiasi tipo.
Le strutture di ricovero per minori soli o abbandonati sono assolutamente insufficienti e del tutto assenti in vaste aree del paese e questo è un vuoto gravissimo. Una circostanza che va denunciata con forza è il disinteresse che tante volte colpisce il minore in condizioni critiche non appena raggiunge la maggiore età.
Troppe volte il minore che pure viene seguito con relativa efficacia si trova di colpo abbandonato allo scadere del diciottesimo anno e questo è un ulteriore vuoto di enorme gravità che rende ancora più critiche situazioni già molto critiche che in parte sembravano risolte. Parimenti gravemente carente è la situazione che riguarda i minori autori di reati, anche efferati, che sono in continuo aumento. Un aspetto di particolare importanza riguarda l’utilizzo dei social che amplifica enormemente le potenzialità criminali di certi soggetti e crea veri e propri mostri di impunità e spavalderia.
Scuola e famiglia non sono in grado di gestire la presenza sui social dei ragazzi minorenni e i servizi sociali funzionano solo in sporadiche fortunate realtà locali. Particolare turbamento viene dalla brutale consapevolezza dei tredicenni di non essere imputabili pur se eventualmente rei di omicidio o tentato omicidio.
L’odio social arriva ad annichilire qualsiasi freno inibitorio ed è un onda inarrestabile che genera violenza e crudeltà. Di fronte a questo fenomeno il nostro ordinamento di sicurezza sociale è sostanzialmente indifeso quanto lo sono i minorenni che, giova sottolinearlo, sono tutti delle vittime per il solo fatto di essere minorenni anche se con indubbie tendenze criminali che debbono essere contrastate con i mezzi adeguati.
Il minore deve sempre essere tutelato è l’ispirazione di fondo di alcune proposte di legge in discussione in parlamento, ma questa esigenza deve essere bilanciata con quella di tutelare la sicurezza dei cittadini e degli altri minori in primo luogo.
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