L’Italia si costituisce parte civile nel processo di Crans-Montana in Svizzera
Palazzo Chigi ha depositato l’atto di costituzione come parte civile della Repubblica italiana nel procedimento penale sull’incendio di Crans-Montana. La decisione, già annunciata dal governo a inizio aprile, dopo l’incontro tra il sottosegretario Alfredo Mantovano e le famiglie delle vittime, è adesso diventata formale.
A firmare l’atto è stata l’Avvocatura Generale dello Stato, che ha delegato uno studio legale elvetico. La scelta non è simbolica. Il diritto processuale svizzero ammette un ente pubblico come parte civile solo se può dimostrare un danno economico diretto, e l’Italia sostiene di averlo subito.
Il conto della Protezione civile
Il danno rivendicato riguarda le risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile nei giorni successivi alla tragedia: assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti nel rogo del Constellation.
I trasferimenti in elicottero al Niguarda di Milano, le settimane di terapia intensiva, i ricoveri ospedalieri: tutto questo ha un costo che la Svizzera aveva tentato di ribaltare sull’Italia, con una richiesta da 128mila euro per poche ore di cure prestate dall’ospedale di Sion, e che Roma ha respinto senza esitazione.
Crans-Montana: le responsabilità locali sotto la lente
L’elemento più rilevante dell’atto non è la richiesta di risarcimento in sé. È la valutazione sulle responsabilità. Il documento depositato da Palazzo Chigi definisce il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento “estremamente verosimile”.
La richiesta di ristoro è formulata “contro tutti i soggetti civilmente responsabili”. Chi siano questi soggetti, lo stabilirà il processo.
Crans-Montana, una seconda inchiesta sui soccorsi
Intanto la procura del Cantone del Vallese ha aperto un secondo procedimento penale. L’oggetto è distinto dall’inchiesta principale: non la dinamica dell’incendio, ma la gestione dei soccorsi nella notte del primo gennaio. Sotto indagine è l’Ocvs, l’Organisation cantonale valaisanne des secours, l’ente che coordina gli interventi d’emergenza nel cantone.
A sollecitare l’apertura del procedimento è stato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, che aveva segnalato presunte carenze nell’organizzazione degli interventi.
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