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Monopattini: obbligo Rc ma risarcimento al rallentatore

La vicenda continua ad essere avvolta da rinvii: un labirinto per gli utenti

di Angelo Vitale -


Monopattini, nonostante le rassicurazioni di Mit e Mimit e l’obbligo assicurativo, la questione risarcimento resta in un vicolo cieco burocratico. L’ultima circolare del Mimit svela il paradosso: l’assicurazione sarà obbligatoria, ma per ottenere un risarcimento bisognerà tornare alle vecchie e lunghe procedure ordinarie.

Un labirinto

Il labirinto normativo sui monopattini elettrici sembra non avere fine. Dopo mesi di rinvii e incertezze legati all’impasse dell’Ania e delle compagnie assicuratrici — in difficoltà nel prezzare un rischio senza serie storiche — arriva una nuova doccia fredda per gli utenti.

Con un chiarimento ufficiale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stabilito che, nonostante l’obbligo di polizza scatti il 16 luglio 2026, i monopattini resteranno esclusi dal sistema di risarcimento diretto per almeno due anni.

Il paradosso: assicurati sì, ma rimborsati (forse) poi

Il paradosso è evidente: il governo spinge per una regolamentazione ferrea equiparando i monopattini ai veicoli a motore. Ma nel momento del bisogno — ovvero in caso di sinistro — la tutela per l’utente torna indietro di vent’anni.

Niente procedura diretta se un’auto urta un monopattino

Il ritorno alla procedura ordinaria. Un iter che, per definizione, è più tortuoso, meno automatizzato e decisamente più lento rispetto alla velocità promessa dalla “rivoluzione della micromobilità”.

Il “biennio sperimentale” sulla pelle degli utenti

La decisione di escludere il risarcimento diretto non è un capriccio, ma la conferma del caos tecnico che regna nel settore. In pratica, il primo biennio dell’obbligo assicurativo fungerà da esperimento a cielo aperto. I proprietari pagheranno il premio, ma il sistema non sarà pronto a gestire le loro pratiche in modo smart.

Impasse Ania e rassicurazioni: chi paga il ritardo?

nonostante le rassicurazioni, la realtà dei fatti parla di una procedura di monitoraggio. Per due anni, gli utenti si troveranno in una “terra di nessuno” burocratica. Resta il dubbio se questa incertezza sui rimborsi finirà per scoraggiare ulteriormente l’uso del mezzo o se, al contrario, le tariffe assicurative — ancora oggetto di accesi confronti tra Ania e governo — risulteranno paradossalmente alte a fronte di un servizio di risarcimento che, per ora, resta zoppo.


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