Hantavirus, virus a bordo ma a terra zero rischi
Un ecosistema (perfetto) per l’epidemia la nave da crociera “Hondius”. Epidemia che continua a propagarsi a bordo, appunto. Perché sulla terra ferma il rischio pandemia rimane a percentuali bassissime. L’allerta hantavirus sta tornando prepotentemente a occupare le nostre vite con un tam tam di notizie anche laterali – come la morte per infarto di un agente impegnato nell’evacuazione dell’imbarcazione a Tenerife – che sembrano farci tornare a qualche anno fa, all’epoca dell’epidemia da Covid-19. Ma diciamolo subito: non si tratta di una situazione analoga, né per tipologia, né per contagio e, secondo le autorità sanitarie mondiali e nazionali, nemmeno per la nostra salute.
Hantavirus: come siamo arrivati fino a qui?
Ma come siamo arrivati fino a qui? A fine marzo un ornitologo olandese sceglie una discarica nell’estremo sud dell’Argentina, a Ushuaia, per fare birdwatching. Purtroppo in un ambiente circondato dai rifiuti, oltre agli uccelli, l’uomo ha incontrato anche dei topi che lo contagiano con l’hantavirus. Un virus che solitamente si trasmette da roditore a roditore ma che in alcuni casi – come nella variante di hantavirus delle Ande – anche da roditore a uomo. Ed è proprio questo il caso: così l’ornitologo contagiato (e senza sintomi) sale con la moglie sulla crociera “Hondius” per fare rotta verso Capo Verde. Sarà il primo malato e, l’11 aprile, il primo decesso di questo focolaio. Anche la moglie, contagiata, è scesa con la salma a Johannesuburg – per poi morire in ospedale qualche giorno dopo.
La donna, assieme a possibili altri passeggeri scesi durante le tappe della crociera, hanno fatto arrivare il virus sulla terra. In queste ore la nave è arrivata a Tenerife, nelle Canarie, dove sono iniziate le operazioni di sbarco controllato e isolamento dei passeggeri. In Italia sono sotto sorveglianza quattro persone che si trovavano su un volo KLM sul quale era salita per pochi minuti la donna poi morta a Johannesburg dopo essere stata contagiata dal virus.
I passeggeri si trovano tra Campania, Calabria, Toscana e Veneto e sono stati posti in isolamento precauzionale con monitoraggio sanitario attivo. Nel frattempo anche Francia e Stati Uniti hanno attivato protocolli di quarantena per alcuni passeggeri rimpatriati dalla Hondius. Un francese evacuato dalla nave ha manifestato sintomi durante il volo di rientro ed è stato immediatamente isolato insieme agli altri passeggeri. Come detto all’inizio, tuttavia, la terra ferma non è una nave da crociera e il rischio di una ripetizione di questo schema ha percentuali davvero basse.
Le raccomandazioni dall’Oms
L’hantavirus, spiegano dall’OMS, si trasmette principalmente attraverso il contatto con roditori infetti e molto raramente da persona a persona. Inoltre, il contagio interumano richiede contatti stretti e prolungati. “L’allerta rispetto al rischio legato all’Hantavirus resta basso” spiegano dal Ministero della Salute che, in ogni caso, sta predisponendo una circolare a Regioni e uffici di frontiera per fare un quadro sulla situazione e indicare anche cosa fare, pure sulla base delle indicazioni Ecdc, in caso di persone che dovessero mostrare sintomi riconducibili al contagio da Hantavirus in atto.
La circolare come succede per altre patologie contagiose, dovrebbe contenere indicazioni su tracciamenti, sorveglianza attiva ed eventuali isolamenti fiduciari. Perché, anche se il rischio è basso, la prevenzione è la prima misura da attuare. Prevenzione che fa rima con gestione, che ci auguriamo sia la parola chiave per questo focolaio. Ciò non significa abbassare la guardia, ma attuare tutte le possibili azioni per rendere il virus controllabile e circoscritto, sia da parte dei paesi che dei cittadini coinvolti.
E le cure? Al momento non esistono specifiche soluzioni per questo virus e nemmeno un vaccino. Anche se di questo già si è cominciato a parlare. A domanda, infatti, ha risposto Farmindustria: “La strada per arrivare a un vaccino è assolutamente percorribile, ma siamo confidenti che non ve ne sarà l’esigenza perché da focolaio l’hantavirus non diventerà epidemia e pandemia”. Ed è auspicio di tutti.
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