Hantavirus, gli scienziati Ecdc: “Nessuna mutazione”
Nessuno scatto, niente spillover: "Il virus si comporta come di consueto"
Nessuna mutazione dell’hantavirus che, come riferiscono gli scienziati dell’Ecdc, “si sta comportando come di consueto”. È una buona, anzi un’ottima notizia, questa. Perché vuol dire che il virus Andes che è finito al centro dell’agenda internazionale negli ultimi giorni non è “cambiato”. E che quindi ci si trova di fronte a un agente patogeno già conosciuto, nulla di nuovo né di imprevedibile. Detto ancora in altri termini, non c’è stato alcuno spillover.
“Nessuna mutazione dell’hantavirus”
A dirlo è stato il microbiologo Andreas Hoefer nel corso di un briefing online organizzato dall’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. “Il virus Andes è l’unico della famiglia degli hantavirus trasmissibile da persona a persona”, ha spiegato lo scienziato. Che ha aggiunto: “I virus possono mutare nel tempo ma al momento non ci sono motivi per pensare che questo hantavirus abbia subito una mutazione che lo abbia reso più trasmissibile”. Né, a quanto pare, ci siano indizi che vadano in questa direzione: “Ciò che stiamo osservando, sia dal punto di vista epidemiologico che microbiologico, suggerisce che il virus si stia comportando come di consueto”, ha proseguito il medico.
Un virus già conosciuto
Combattere l’hantavirus escludendo ogni mutazione è più facile. Anche perché, come ha spiegato la direttrice dell’Ecdc Pamela Rendi-Wagner, si tratta di un ceppo che “è conosciuto da molto tempo, da decenni. Rispetto ad altri virus, anche se non è facile fare paragoni tra virus diversi, per essere trasmesso necessita di un periodo prolungato di esposizione o di un contatto molto intenso”. Il suo grado di contagiosità è inferiore a quello del morbillo.
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