L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Intervista con Francesco Maria Rubano, Forza Italia

di Anna Tortora -


Esiste un Mezzogiorno allergico alla grammatica del sussidio, teso a sostituire la demagogia estemporanea con la fatica del radicamento. Nel Sannio, la Forza Italia di Francesco Maria Rubano si fa laboratorio di una destra liberale interprete della visione di Fulvio Martusciello: un presidio capace di restituire cittadinanza politica a chi esige serietà. È un ribaltamento di paradigma: la provincia diventa protagonista, rivendicando attraverso l’identità del fare il diritto di non essere più l’ultima riga nell’agenda di Governo. In questa intervista, l’onorevole Rubano traccia il perimetro della sfida.

Onorevole, lei ha dimostrato che il Centrodestra liberale vince quando sceglie l’identità del fare. il segreto per riportare i moderati a sentirsi protagonisti: risposte concrete senza rinunciare ai principi?

«I moderati tornano protagonisti quando trovano una politica capace di tenere insieme valori e soluzioni concrete. Forza Italia ha questa funzione nel centrodestra: rappresentare il mondo delle imprese, delle professioni, delle famiglie, del lavoro autonomo e di chi chiede stabilità e serietà. Oggi le priorità sono chiare: meno tasse su chi produce, sostegno alle imprese, sanità territoriale più efficiente e più opportunità per i giovani. È così che si ricostruisce fiducia e si riporta il mondo moderato al centro della vita politica».

Forza Italia nel beneventano è diventata una corazzata che sfida la politica dei clic. Il radicamento tra la gente è l’unica ricetta rimasta per evitare che la provincia diventi una periferia dimenticata?

«Il radicamento si misura nei risultati e nella capacità di trasformare consenso in fatti. Alle ultime Europee Forza Italia nel Sannio ha raccolto 18.522 voti, collocando Benevento la province più forti del partito in Campania. Stessa performance confermata elle recenti elezioni regionali. Questo è il frutto di un lavoro politico costruito sul territorio e rafforzato dalla guida regionale di Fulvio Martusciello, che ha dato struttura e visione al partito. Ma il dato politico più importante è che siamo riusciti a intercettare quel voto moderato, liberale e produttivo che non si riconosce nella sinistra. Il Sannio soffre spopolamento, fuga dei giovani, costi di produzione sempre più alti per l’agricoltura e difficoltà di accesso al credito per tante imprese. La battaglia sul raddoppio della strada statale “Telesina” è emblematica: è una priorità che porto avanti dal mio ingresso in Parlamento, in costante raccordo con il sottosegretario ai trasporti Tullio Ferrante, perché quella strada significa sicurezza, collegamenti più rapidi e competitività per tutto il territorio».

Senza squadre di Governo forti, i sindaci sono soldati al fronte senza munizioni. Come si salvano i piccoli comuni?

«Nel Sannio ci sono 78 comuni e gran parte sono piccoli centri che vivono difficoltà enormi. Penso al Fortore, al Tammaro, al Titerno, dove la viabilità interna è spesso fragile e i collegamenti verso Napoli e verso le grandi direttrici restano complicati. I sindaci combattono ogni giorno contro dissesto idrogeologico, strade provinciali da mettere in sicurezza, scuole da difendere e servizi essenziali da garantire. La politica deve semplificare e dare strumenti concreti. Se lasciamo soli i sindaci, lasciamo soli i cittadini».

In un Paese che cede al populismo giudiziario, lei non arretra. Qual è la strada per rendere la giustizia un servizio e non un ostacolo per chi fa politica con onestà?

«La giustizia deve tornare ad essere certezza e non paura. Oggi i tempi lunghi dei processi producono danni enormi a cittadini, imprese e amministratori. La linea di Forza Italia è chiara: separazione delle carriere, tempi certi e piena tutela della presunzione di innocenza. Una giustizia lenta non colpisce solo le persone, ma frena investimenti, blocca iniziative economiche e indebolisce la crescita. Il garantismo non è una battaglia di parte, ma una garanzia per tutti».

Il Sannio è diventato una realtà nazionale. Quale visione mette in campo per fare in modo che questa efficienza diventi il motore di tutto il Mezzogiorno?

«Il Sannio dimostra che le aree interne non sono un peso, ma una risorsa strategica. Qui abbiamo eccellenze vere: la Falanghina del Sannio, l’Aglianico del Taburno, una filiera agroalimentare forte, il turismo termale di Telese Terme e quello religioso di Pietrelcina, i borghi storici e realtà produttive come le aree industriali presenti a Benevento e nei comprensori della valle Telesina e Caudina. Ma tutto questo cresce solo se è collegato bene e sostenuto da investimenti. La sfida del Mezzogiorno è infrastrutturale e produttiva: strade, logistica, formazione tecnica e sostegno alle imprese. Se tratteniamo i giovani e diamo forza a chi investe, il Sud può diventare davvero il motore economico del Paese».


Torna alle notizie in home