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Economia

Con gli Ets Ursula ci impone la decima sull’energia

L'ennesima mazzata dall'Ue ci costerà fino a 11 miliardi

di Cristiana Flaminio -


La decima di Ursula. La Cina studia le centrali solari nello spazio, l’Unione europea annuncia l’applicazione degli Ets, per terra e per mare, sulle navi, sulle auto e persino sulle abitazioni private, che si tradurranno in una nuova tassa sui cittadini: l’Italia dovrà scucire non meno di dieci miliardi di euro. Ursula, che non ha più un euro in cassa, ha detto di voler utilizzare questi fondi per “elettrificare” l’Europa. Ma questa si profila l’ennesima battaglia a perdere se è vero, come lo è, che il Regno Unito ha deciso di sfidare la furia della Casa Bianca allentando, e non poco, le pur rigide sanzioni che aveva applicato sui prodotti energetici russi. Dal gas e fino al gasolio già raffinato, Londra comprerà a prezzo più conveniente le materie prime energetiche che, invece, Bruxelles si ostina (in teoria, perché poi la pratica restituisce un quadro davvero molto diverso) a non voler più acquistare.

Ursula ci impone la decima sull’energia

Gli Ets sono la grande svolta, dunque. Peccato, però, che dopo i roboanti annunci della Capa dell’Esecutivo comunitario siano giunti i numeri di Confcommercio-Cer. L’analisi è spietata. I balzelli, perché tali sono, Ets ed Ets 2 costeranno agli italiani da un minimo di 4,8 a un massimo di 15 miliardi di euro. Ergo, una stima mediana parla di un esborso prevedibile, solo in questo Paese, pari a undici miliardi. Una mazzata, l’ennesima, su un sistema che già paga più di tutti gli altri il costo dell’energia, carburanti compresi. Solo per quanto attiene al trasporto su strada, secondo le stime del report, l’aggravio è stimato 4,7 e 11,3 miliardi di euro annui. La stangata interesserà il diesel: 7,7 miliardi nello scenario peggiore, a fronte di un aumento del prezzo non inferiore al 17%. La benzina, bontà loro, salirà “solo” del 14%. È ragionevole, secondo Confcommercio-Cer, ipotizzare che il dieci percento del costo finale dei carburanti sarà dovuto agli Ets. La decima di Ursula.

Quanto ci costa l’eurofollia green

In pratica, ogni italiano spenderà 355 euro in più se ha l’auto a gasolio o 250 euro se ce l’ha a “verde”. Ma questo è solo un corno del dilemma. Già, perché il tema vero riguarderà la logistica. I maggiori costi che metteranno a durissima prova le aziende italiane si rifletteranno sul prezzo finale dei beni. Nessuno si salverà dalla tassa di Ursula. Nemmeno i bar che rischiano fino a 400 euro in più di spese l’anno. Per l’autotrasporto, gli extracosti potrebbero raggiungere i 960 euro annui per i veicoli leggeri e superare gli 11 mila euro annui per i mezzi più pesanti. Sul fronte del settore residenziale e commerciale, l’incremento sarebbe compreso tra 1,6 e circa 4 miliardi di euro l’anno per le utenze domestiche, principalmente a causa della dipendenza dal gas naturale. Dagli alimentari fino a tutto il resto. Insomma, assisteremo al paradosso per cui sarà l’Ue stessa a contribuire all’aumento del carovita, lo stesso che “leggerà” come inflazione e che combatterà a suon di rialzi dei tassi di interesse. Se la cantano, in pratica, e se la suoneranno da soli. Il guaio, però, è che lo “spettacolino” lo pagheremo noi.

La speranza nel Ddl Nucleare

A questo punto, le parole pronunciate dal ministro all’Ambiente e alla sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, assumono un valore ancora più importante. Se non altro, in termini di speranza. Che, si sa, è l’ultima a morire. Le Commissioni Ambiente e attività produttive, a Montecitorio, hanno dato l’ok al ddl sul nucleare. L’iter può iniziare il suo corso, almeno nelle aule parlamentari. La data da segnare in rosso sul calendario è quella di martedì 26 maggio. La discussione inizierà dalla Camera. Confindustria ha già detto che s’aspetta, da tutti i partiti, l’impegno non solo a far passare ma a far “volare” in un certo senso la legge delega sul nucleare. Di tempo, infatti, non ce n’è più. E con la decima di Ursula, adesso, il rischio di non farcela è ancora più elevato. I tempi, chiaramente, son quelli che sono. Ma ogni giorno perso oggi si trasformerà in un intoppo ancora più lungo domani. La sfida, adesso, diventa quella di comprendere come “tamponare” i prossimi dieci anni che saranno (ancora) senza nucleare. La Cina fa sapere di aver studiato un progetto ambizioso che condurrà i suoi pannelli solari tra le stelle per spedire energia direttamente sulla Terra. L’Europa, a certe altezze, non c’arriva. Rimane alla burocrazia, alle tasse, ai lacci. Ecco perché il Dragone corre e noi, invece, rimaniamo ancorati alla decima di Ursula.


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