Nucleare, si può (anzi si deve) fare: Orsini “avvisa” i partiti
Pichetto: "Sarebbe un delitto consegnare la decrescita alle prossime generazioni"
Nucleare: si può fare anzi, si deve fare: Lo dice il governo e lo ripete, ai partiti, pure il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Niente scherzi, il nucleare è necessario e bisogna partire anche se per la produzione, come ha ribadito il ministro all’Ambiente e sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, bisognerà aspettare “la metà del prossimo decennio”. Insomma, ci vorranno altri dieci anni prima che l’Italia possa tornare all’atomo. Ma, adesso, è fondamentale che nessuno si faccia venire idee balzane. Quello di Orsini sul nucleare, più che un appello, sembra quasi una promessa. “Sarà fondamentale che tutti i partiti in modo responsabile sostengano la sperimentazione sul nucleare – ha affermato al Sustainable Economy Forum -, perché sarà l’unica via nel futuro per rendere indipendente il nostro Paese”. Un tema, questo, sottolineato pure da Scaroni.
Non solo Orsini, perché è necessario il nucleare oggi
“L’Europa e all’interno dell’Europa, l’Italia deve dotarsi di nucleare, dotarsi in modo massiccio di energia nucleare per tante ragioni. A parte le ragioni economiche anche per delle ragioni di indipendenza energetica”, ha dichiarato il presidente Enel. Che sa benissimo quale è il grande avversario da affrontare, da qui ai prossimi mesi. Il “tabù” nucleare che in Italia adesso va rovesciato, senza se e senza ma. Senza, però, una fonte energetica affidabile e a buon mercato, però, si ferma tutto. Ed è evidentemente dalla parte della ragione il sottosegretario all’innovazione Alessio Butti quando, intervistato da Radio Rai1 a Ping Pong, riferisce che “abbiamo bisogno di energia” altrimenti “non si sostengono innovazione, impresa e industria”.
Superare il tabù
È, a proposito di tabù, necessario comprendere che, citando ancora Butti, “non stiamo parlando dell’energia nucleare di quarant’anni fa, ma di una tecnologia estremamente sicura e produttiva, in grado di sostenere energeticamente data center, quantum e intelligenza artificiale”. Il programma partirà in estate, con la legge delega. Non sono ammessi ritardi, perché ci vorrà tempo e, soprattutto, occorrerà che la politica sappia riprendersi il suo ruolo e dimostrare che, in Italia, c’è pure chi pensa alle prossime generazioni e non solo alle prossime elezioni.
“Un delitto consegnare decrescita a prossime generazioni”
“Senza nucleare rischieremmo un delitto nei confronti delle prossime generazioni che è la decrescita”, ha affermato il ministro Pichetto Fratin. E quella non sarà di certo “felice” come pure piacerebbe a quelle forze politiche che ai saggi di Latouche si sono abbeverate negli anni di vacche grasse. “Visto che stiamo parlando di un nuovo nucleare, quello che non vede più le grandi centrali ma i cosiddetti Small Reactors, Advanced Reactors, che sono i primi in fase di sperimentazione a livello mondiale, prima di arrivare all’industrializzazione del sistema andiamo a ragionare su fine di questo decennio, inizio anni ’30 per cominciare il ragionamento, quindi parliamo di 2033, 2034 ad essere ottimisti”.
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