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Sociale

A Roma un giardino intitolato a Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal: le farfalle dominicane volano alte

di Redazione -


di Elisabetta Sapienza

Il 25 novembre viene celebrato come il giorno internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Pochi conoscono però le reali motivazioni che hanno portato alla scelta di questa data. Il giorno designato è quello della feroce uccisione delle tre sorelle Mirabal, Patria, Minerva e Maria Teresa avvenuta nel 1960.

Le tre sorelle erano attiviste politiche che si opponevano alla feroce dittatura di Rafael Leónidas Trujillo. Per la loro attività di contrasto al governo oppressore furono bloccate dagli agenti del servizio segreto militare, torturate e uccise. I loro corpi vennero poi gettati in un burrone per simulare un incidente.

Venerdì 22 maggio è stato intitolato a Roma il giardino sito in Via Valentino Mazzola alle tre sorelle grazie all’impegno e all’attività svolta dalla Presidente dell’Associazione Il Tempo delle Donne Rita Valenzuela che ha ottenuto anche la realizzazione di più murales all’interno dello stesso sito sulle sorelle Mirabal. Il primo riprenderà l’opera vincitrice del premio “Sguardo di donna 2025” realizzata da Adriany Almonte.

La mozione è stata presentata dal consigliere comunale Fabrizio Santori, presente all’evento, e approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina.

Nella cerimonia di intitolazione il presidente dell’ottavo municipio Amedeo Ciaccheri ha illustrato l’iniziativa ricordando anche l’unione e la sinergia tra Roma e l’ambasciata della Repubblica Dominicana presente con importanti rappresentanti all’inaugurazione della piazza.

La ministra consejera Randel de Jesús ha tenuto infatti un intenso discorso all’inaugurazione del sito intitolato alle tre sorelle Mirabal.

Presenti diverse autorità come Gianni Lattanzio e il sindaco di Torrice, Alfonso Santangeli, che ha omaggiato con una targa Rita Valenzuela come riconoscimento per l’attività svolta.

Dopo i discorsi di rito la cerimonia è proseguita con diverse iniziative, presentate da Stephanie Ramirez e Cinzia Rolli, tra cui un’esposizione artistica di pittura e scultura con opere di: Adriany Almonte, Stephany Placencio, Karina El Azem e Elena Prosperi, Corina Proietti e Alessandra Borsetti; una sezione fotografica con opere di Rita Valenzuela; letture di poesie di Anna Nasta e Cinzia Rolli, alcune delle quali proclamate dall’attrice Fausta Manno.

Una performance di disegno in diretta con Matteo Fascianelli ed una esibizione musicale della cantante Betty Moreno che ha cantato anche l’inno dell’Associazione Il Tempo delle Donne.

Molto colorata la danza tradizionale con Monica Peganos, Roxana Edith Zurita e Antonio Sacco.

Coinvolgente e intima, invece, l’idea di scrivere su cartoncini a forma di farfalla i propri desideri da appendere poi in un albero del giardino. Le sorelle Mirabal infatti erano chiamate “Farfalle” (in spagnolo Las Mariposas) perché questo era il nome in codice clandestino utilizzato da Minerva nelle sue attività politiche segrete.

In seguito, tutte e tre le sorelle impegnate nella lotta vennero identificate con questo nome all’interno del movimento clandestino.

La farfalla venne scelta perché rappresentava la libertà e la speranza di un cambiamento politico per la Repubblica Dominicana, allora piegata dalla dittatura.

Un gesto importante quindi, quello di ricordare concretamente le sorelle Mirabal, da parte della Capitale, volto a contrastare la violenza che si può nascondere anche in parole, silenzio e atteggiamenti psicologicamente devastanti.

Le farfalle sono tornate e sono vive, il loro coraggio è e sarà fonte di ispirazione per le nuove generazioni.


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