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Economia

Fisco oscuro, cittadini soli: dalla Lombardia la sfida di TributIAmo per trasparenza e legalità

di Angelica Luna -


Intervista a Luca Marrelli, consigliere Regione Lombardia e Vicepresidente della Commissione speciale “Antimafia, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità” del Consiglio regionale della Lombardia

Consigliere Marrelli, perché TributIAmo può essere uno strumento importante per cittadini, commercialisti e CAF?

“Perché il fisco non può essere percepito come un labirinto riservato agli addetti ai lavori. Quando il cittadino non capisce, si allontana dalle istituzioni; quando viene accompagnato, cresce la fiducia. TributIAmo, la piattaforma gratuita messa a disposizione dalla Fondazione AIDR su www.tributiamo.it, nasce proprio per questo: aiutare cittadini, commercialisti e CAF a orientarsi nella dichiarazione dei redditi con uno strumento semplice, digitale e accessibile”.

Lei è Vicepresidente della Commissione Antimafia, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità in Regione Lombardia. Che legame vede tra fisco e legalità?

“Il legame è totale. La legalità economica passa anche dalla trasparenza fiscale. Un sistema fiscale incomprensibile produce sfiducia, zone grigie e distanza tra Stato e cittadino. Questo vale ancora di più in Lombardia, che è il vero motore economico dell’Italia: genera circa un quinto del PIL nazionale e, se fosse uno Stato indipendente, sarebbe tra le prime economie dell’Unione Europea. In una regione con questa forza produttiva, rendere il fisco più chiaro non è solo un servizio: è una scelta di legalità, competitività e responsabilità pubblica”.

Quindi TributIAmo è anche uno strumento di educazione civica fiscale?

“Assolutamente sì. L’educazione civica fiscale non è uno slogan: significa far capire che dichiarare correttamente, conoscere diritti e doveri, comprendere detrazioni, scadenze e adempimenti è parte della vita democratica. Non possiamo pretendere cittadini consapevoli se poi li lasciamo soli davanti a norme difficili e linguaggi tecnici”.

Che valore aggiunto offre ai professionisti?

“Commercialisti e CAF svolgono un ruolo fondamentale, ma sono spesso schiacciati da complessità crescenti. TributIAmo non li sostituisce: li supporta. Può aiutare a chiarire dubbi ricorrenti, rendere più fluido il rapporto con i contribuenti e alleggerire una parte del lavoro informativo. È un alleato digitale, non un concorrente”.

C’è anche un tema sociale?

Sì, enorme. La burocrazia colpisce più duramente chi ha meno strumenti: anziani, giovani, famiglie fragili, piccoli contribuenti. La vera innovazione non è creare tecnologie per pochi, ma servizi gratuiti che riducono le disuguaglianze.

Il messaggio finale?

“Il fisco deve smettere di essere paura e diventare conoscenza. Dove c’è trasparenza, cresce la legalità. Dove c’è educazione civica fiscale, cresce la fiducia nello Stato. Con TributIAmo la Fondazione AIDR (www.aidr.it) dimostra, ancora una volta, che il digitale può essere usato per semplificare, includere e rendere i cittadini più liberi”.


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