Mondiali scherma, oro Italia per il fioretto
Il quartetto azzurro si conferma sul gradino più alto del podio iridato dopo aver sconfitto in una finale cardiopalma i padroni di casa di Hong Kong con il punteggio di 45 a 44
Guillaume Bianchi in azione
Mondiali di scherma a Hong Kong: l’Italia del fioretto maschile è d’oro. Clamorosa rimonta su Hong Kong (45-44).
Mondiali scherma: oro Italia
Spettacolare trionfo dell’Italia a squadre nel fioretto maschile ai Campionati Mondiali Assoluti di Hong Kong.
Il quartetto azzurro si conferma sul gradino più alto del podio iridato dopo aver sconfitto in una finale cardiopalma i padroni di casa di Hong Kong con il punteggio di 45 a 44.
La rimonta
A firmare l’impresa, La rimonta guidata nell’ultimo parziale da Guillaume Bianchi. L’azzurro ha piazzato la stoccata decisiva piazzando un parziale di 9-4 contro Choi Chun Yin Ryan.
Insieme a lui, hanno festeggiato l’oro Filippo Macchi, Tommaso Martini e Tommaso Marini, guidati in panchina dal commissario tecnico Simone Vanni e dal maestro Marco Vannini.
Il cammino della squadra italiana verso il titolo
Tutto era iniziato direttamente dal tabellone dei sedicesimi. Gli Azzurri hanno sconfitto nettamente la Malesia per 45-15 e successivamente il Brasile per 45-20. Nei quarti di finale il quartetto italiano si è imposto contro l’Egitto con il punteggio di 45-28, prima di superare in semifinale il Giappone per 45-37.
La vittoria contro Hong Kong, giunta dopo un assalto condotto a lungo dagli avversari asiatici, prima del decisivo recupero condotto da Bianchi negli scambi finali.
Un percorso di successi
Per la spedizione italiana guidata dalla Federscherma sulle pedane dell’AsiaWorld-Arena di Hong Kong, la vittoria a squadre rappresenta la sesta medaglia della manifestazione.
Il successo si somma infatti ai cinque allori già conquistati nelle gare individuali dei giorni precedenti. Tra questi figurano l’oro di Martina Favaretto nel fioretto femminile, gli argenti di Arianna Errigo nel fioretto, di Filippo Macchi sempre nel fioretto maschile. Nonché quelli di Giulia Rizzi e Davide Di Veroli nella spada.
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