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Attualità

L’Ue rivaluta la sovranità e rilancia la corsa all’Ai

Bruxelles si prepara a colmare i ritardi e affida il ruolo di inviato sulla digitalizzazione al presidente del consiglio di sorveglianza di Siemens

di Martino Tursi -


Ci voleva l’Ai: l’Ue ha finalmente scoperto che la parola sovranità non è così brutta come poteva sembrare qualche anno fa. E, ora, Bruxelles si lancia nella (ennesima) progettazione per arrivare a gettare le basi alla digitalizzazione in chiave europea. Meglio tardi che mai. Mentre OpenAi si affretta ad avviare un’Ipo da record di tutti i tempi, mentre in Cina DeepSeek replica agli investimenti Usa ottenendo finanziamenti da sette miliardi di dollari dalle major locali (Tencent), la Commissione lancia il Chips Act 2.0 e il Cloud and Ai Development Act. Ursula vuole trasformare l’Europa in un “continente dell’intelligenza artificiale”.

L’Ai e la sfida (impossibile) della Ue delle carte

Von der Leyen ha capito che la sovranità è necessaria: “Non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che garantiscono il funzionamento dei nostri ospedali, la stabilità delle nostre reti energetiche e la sicurezza dei nostri servizi. Si tratta di proteggere i nostri cittadini, difendere i nostri interessi e fare le nostre scelte”. Perciò, ha detto, “dobbiamo trasformare questi punti di forza in sovranità tecnologica”. Peccato, però, che il nodo centrale resti sempre il solito: la dipendenza (dagli altri) nelle forniture. Tra Cina e America, l’Europa orgogliosamente globalista ha poco spazio adesso che il mondo s’è riscoperto protezionista. Sulla Ai, l’Ue non potrà contare sull’interessato appoggio di nessuno.

Da contestatore a consigliere

L’obiettivo è segnato, insieme alle immancabili tabelle di marcia. C’è pure un commissario. Anzi, no. Un “inviato” speciale per l’Ai industriale. Sarà il signor Jim Hagemann Snabe. È il presidente del consiglio di sorveglianza di Siemens. Uno di quelli che s’era lamentato dell’attuale legislazione Ue e, peraltro, proprio dell’applicazione industriale dell’Ai. Farà la sua bella relazione su tutto quanto sarà possibile. Poi a Bruxelles la leggeranno e decideranno cosa fare. Sperando, intanto, che Usa e Cina non staranno già costruendo data center sugli asteroidi.


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