Campo largo: blitz di Silvia Salis nella Milano che conta
La sindaca di Genova protagonista di un blitz riservato per un ciclo di consultazioni con l'establishment economico-finanziario e industriale vicino all'area progressista
Il blitz di Silvia Salis nella Milano che conta, la chimera delle primarie nel campo largo.
Campo largo: irrompe Silvia Salis
Le passerelle pubbliche del campo largo continuano a offrire la solita liturgia fatto di foto di rito e sorrisi d’ordinanza. Dietro la facciata, anche in questa estate, una polveriera.
Mentre si rinvia ogni chiarimento di merito sulla leadership contesa tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, nello scenario delle forze della possibile coalizione, ci si affida ai soliti movimenti di corridoio.
I blitz a Milano
A svelare l’ennesimo capitolo di questo logoramento interno, il quotidiano Domani, con un articolo firmato da Daniela Preziosi. La sindaca di Genova, Silvia Salis, protagonista di un blitz riservato a Milano per un ciclo di consultazioni con l’establishment economico-finanziario e industriale vicino all’area progressista.
Un’iniziativa che va oltre il semplice networking locale e che punta a un obiettivo preciso. Si vuole accreditare la figura di Salis, forte del suo profilo civico e trasversale, nell’alveo delle ipotetiche (e da molti auspicate) primarie di coalizione.
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Primarie sì, primarie no
L’idea di lanciare figure “terze” o tecnocratiche per superare l’impasse, la spia di una debolezza strutturale. Rinviare una resa dei conti sulla guida dell’alleanza, per mascherare fratture che restano profonde e insanabili.
Dalle posizioni inconciliabili sulla politica estera — a partire dalle spese militari e dall’atlantismo — fino alle ricette su lavoro e lo sviluppo economico, il centrosinistra continua a mostrare un’intesa allo stato attuale del tutto improbabile.
I nomi civici nel pallottoliere
Cercare nel pallottoliere dei nomi civici la soluzione miracolosa, usare i retroscena milanesi come “palloni sonda” per verificare l’appeal nei mercati che contano. Ma il nodo di fondo rimane.
Senza un’identità programmaticamente condivisa, la rincorsa alle primarie – con Schlein, Conte e Salis in lizza – rischia di rivelarsi l’ennesima operazione di facciata per coprire l’incapacità di costruire un progetto di governo credibile.
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