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Ambiente

Ritorno delle vaccarelle a Trieste, il banco da 15 esemplari che entusiasma i biologi marini.

Un avvistamento spettacolare nel golfo di Trieste, nell’area marina protetta di Miramare, uno dei cuori blu dell’Alto Adriatico

di Gianluca Pascutti -


Nel golfo di Trieste è stato osservato un banco di quindici vaccarelle, Aetomylaeus bovinus, uno spettacolo raro per il Mediterraneo. Gli esemplari si muovevano compatti lungo la costa, con il loro nuoto sinuoso che ricordava una coreografia silenziosa sul fondo del mare. La scena ha colpito ricercatori e appassionati di mare, perché non si tratta di una specie comune nelle nostre acque. La vaccarella, nota anche come razza bovina, appartiene al gruppo degli elasmobranchi, che comprende squali e razze. Ha un disco ampio, un muso pronunciato e un profilo inconfondibile, caratteristiche che la rendono facilmente riconoscibile anche da osservatori esperti.

Specie rara e vulnerabile nel Mediterraneo

Aetomylaeus bovinus è considerata una specie rara e vulnerabile nel bacino mediterraneo. Le popolazioni risultano frammentate e soggette a pressioni dovute alla pesca e alle catture accidentali. Per questo motivo ogni avvistamento numeroso assume un valore particolare, soprattutto quando riguarda aree costiere molto frequentate. La presenza nel mare di Trieste di quindici individui insieme indica un ambiente ancora capace di offrire condizioni favorevoli. Fondali sabbiosi, acque relativamente poco profonde e una buona disponibilità di prede creano un habitat adatto a questa razza.

Miramare, un rifugio prezioso per la biodiversità

Il banco è stato segnalato nell’area marina protetta di Miramare, uno dei cuori blu dell’Alto Adriatico. Qui le misure di tutela riducono l’impatto delle attività umane e permettono alla fauna marina di trovare spazi più sicuri. Per una specie vulnerabile, la presenza in un’area protetta rappresenta un’opportunità concreta di sopravvivenza. Le vaccarelle possono alimentarsi e muoversi con minori disturbi, sfruttando un tratto di costa dove la pressione antropica risulta più controllata.

Un possibile segnale di area riproduttiva

Il periodo attuale coincide con la fase in cui la vaccarella tende a riprodursi. La comparsa di un gruppo numeroso proprio ora rafforza l’ipotesi di un utilizzo regolare del golfo di Trieste per momenti chiave del ciclo vitale. L’Alto Adriatico veniva considerato in passato un’area di presenza occasionale per questa specie. Gli avvistamenti più recenti suggeriscono invece una frequentazione più stabile, con gruppi che tornano a utilizzare queste acque in modo ricorrente.

Cosa significa per il futuro dell’Alto Adriatico

Il banco di vaccarelle nel golfo di Trieste non è solo una curiosità naturalistica. Rappresenta un indicatore importante dello stato di salute dell’ecosistema costiero e del ruolo delle aree protette. Se queste presenze continueranno, l’Alto Adriatico potrà consolidare il proprio profilo di zona strategica per la biodiversità marina. Per cittadini e istituzioni, la sfida consiste nel mantenere alta l’attenzione sulla tutela del mare, perché incontri come questo restino possibili anche in futuro.


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