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Alex Schwazer ancora nei guai: nuova positività all’Epo

di Lino Sasso -


Ennesima bufera su Alex Schwazer nuovamente accusato di doping. A meno di due mesi dal record italiano nella maratona di marcia, il campione olimpico di Pechino 2008 è stato nuovamente trovato positivo all’eritropoietina (Epo). Il controllo è stato effettuato durante una competizione disputata nei pressi di Francoforte. La notizia segna un nuovo capitolo nella travagliata carriera del marciatore altoatesino, già protagonista negli anni passati di due lunghe squalifiche. In seguito all’esito dei test, l’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca ha aperto un procedimento disciplinare per una possibile violazione delle norme antidoping. Diversamente da quanto accaduto quattordici anni fa, quando ammise pubblicamente le proprie responsabilità, questa volta l’ex campione olimpico respinge ogni accusa.

La difesa dell’atleta

“Sono innocente, non ho assunto Epo così come altre sostanze vietate. Stavolta, però, non mi difenderò più, perché non ho più la forza e l’energia di farlo”, ha dichiarato il marciatore. Parole che lasciano trasparire amarezza e stanchezza dopo anni di battaglie sportive e giudiziarie. Nonostante ciò, Schwazer ha annunciato che verranno richieste le controanalisi. “L’unica cosa che chiederemo sono le controanalisi, a patto che venga analizzato anche un residuo di urina del controllo stesso che abbiamo portato a casa”, ha spiegato. La richiesta di analizzare il campione residuo potrebbe rappresentare uno degli elementi chiave della vicenda nei prossimi mesi.

Le precedenti squalifiche per doping di Alex Schwazer

La carriera di Alex Schwazer è stata segnata da due casi di doping molto diversi tra loro. Nel luglio del 2012 il marciatore fu trovato positivo all’Epo prima delle Olimpiadi di Londra. In quell’occasione ammise l’assunzione della sostanza e venne squalificato per tre anni e sei mesi. Più controversa, invece, la vicenda emersa nel 2016. Un controllo effettuato nel gennaio di quell’anno rilevò una positività al testosterone, portando a una squalifica di otto anni che di fatto pose fine alla sua carriera ad alti livelli. Schwazer ha sempre contestato quell’esito, sostenendo di essere stato vittima di una manipolazione dei campioni biologici. Una tesi che ha trovato un importante riconoscimento nella giustizia italiana: nel 2021 il Gip del Tribunale di Bolzano archiviò il procedimento penale nei suoi confronti, stabilendo che non aveva commesso il fatto.


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