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Esteri

“American Blue”: il restauro patriottico di Trump è diventato una palude

di Cinzia Rolli -


Il restauro della Reflecting Pool, completato a inizio del mese di giugno per una spesa di 14,7 milioni di dollari, si è trasformato in un caso politico e in un disastro tecnico nell’arco di pochi giorni.

Trump aveva ordinato i lavori di riqualificazione definendo la vasca “sporca e disgustosa”. Tuttavia l’acqua si è rapidamente trasformata in una palude verde e torbida, registrando una proliferazione di alghe mai vista negli ultimi cinque anni. Il fondale è stato dipinto in una tonalità ribattezzata “American flag blue” (il blu della bandiera americana). Ma grandi parti di questa vernice impermeabilizzante hanno iniziato a scrostarsi, sollevarsi e galleggiare sulla superficie.

Il Tycoon è il terzo presidente consecutivo a incontrare problemi nel recupero della piscina rettangolare, vecchia di 104 anni e situata nel cuore del National Mall.

Obama, prima di lui, ha investito 34 milioni di dollari ma nonostante i lavori per stabilizzarla e renderla operativa, a poche settimane dalla riapertura, ha dovuto tristemente constatare l’invasione della vasca da parte di una massiccia fioritura di alghe. Inoltre, le numerose perdite di acqua non sono  mai state del tutto risolte.

Anche Biden ha provato a formulare un progetto di ristrutturazione ma troppo costoso, con un preventivo di oltre cento milioni di dollari, e quindi non realizzabile.

E nel 2024 un guasto alle condutture idriche ha lasciato nuovamente proliferare la vegetazione acquatica.

Hanno trovato un problema immaginario, hanno detto che solo loro potevano risolverlo, non hanno ascoltato gli esperti, hanno assunto amici che hanno scippato milioni, hanno fallito miseramente e si sono vantati di quanto sia andata alla grande. L’intera presidenza Trump in un guscio di noce”. Queste le parole del governatore del Minnesota Tim Walz, utilizzate per commentare un video che mostrava la vernice blu che si staccava dal pavimento della Vasca Riflettente la scorsa settimana.

Donald Trump ha annunciato che gli appaltatori avrebbero svuotato e riparato la piscina a soli pochi giorni dal completamento del progetto.

La sinistra ha fatto sapere che il Presidente avrebbe assunto costruttori al di fuori della normale procedura di gara e ha accusato gli stessi di non aver sigillato adeguatamente il fondo della piscina prima di applicare la vernice.

Secondo i critici dell’operato del Tycoon, le nuove maestranze non sono riuscite a risolvere il problema degli organismi fotosintetici che si formano nella piscina esattamente come negli anni passati.

I lavori di ristrutturazione della Vasca Riflettente includevano un investimento di 1,74 milioni di dollari per un sistema di filtrazione delle alghe a nanobolle installato da Green Water Solutions, un’azienda con sede in Ohio di proprietà di John J. Cafaro. Il Presidente americano però non ha accusato l’appaltatore, Atlantic Industrial Coatings, né Green Water Solutions, azienda scelta per la realizzazione del sistema di depurazione delle acque, per i problemi verificatisi successivamente all’opera svolta.

Ha invece parlato di vandali che avrebbero usato un coltello o un taglierino per squarciare il fondale di circa 90 metri, affermando anche che i sabotatori avrebbero scaricato sostanze chimiche nell’acqua.

Cinque persone sono state già arrestate in relazione agli atti vandalici contro la piscina e altre cinque sono sotto inchiesta.

Tra i fermati anche David Hearn, 67 anni, ex campione olimpico statunitense di canoa. L’atleta ha deciso di contestare duramente le accuse, definendo l’intera vicenda una montatura politica.

L’avvocato di Hearn ha dichiarato che le accuse sono ridicole e prive di fondamento giuridico: “Non è un crimine federale toccare l’acqua”.

L’atleta ha affermato di essere solo un cittadino curioso e di essersi chinato per tastare il materiale e capire la consistenza della vernice sollevata: “ Ho toccato un lembo di materiale blu staccato, sembrava gomma”. È stato quindi trattenuto dalle forze dell’ordine per circa cinque ore.

Diverse testate giornalistiche si sono riversate presso la Vasca Riflettente per documentare la presenza di alghe e la vernice scrostata.

Ed il Presidente americano per tutta risposta ha accusato il giornalista di ABC Jonathan Karl di “aver messo la mano in piscina e di aver cercato di strappare la gomma dalla superficie”.

Lunedì gli operai hanno iniziato a svuotare la vasca monumentale per i lavori di riparazione.

Nel frattempo i critici più accesi del Tycoon hanno paragonato il problema della Vasca ad altre questioni di Trump, tra cui la guerra con l’Iran iniziata inutilmente ed il ritrovamento della mosca della carne, un tempo debellata, che ora minaccia il bestiame nel sud-ovest dopo che l’amministrazione governativa ha tagliato i fondi per la prevenzione.

Il deputato Dave Min, democratico della California, ritiene che i problemi della Vasca Riflettente sono “un altro esempio dell’abuso di potere che abbiamo visto ripetutamente da parte di Trump e dei suoi lacchè, senza alcun controllo da parte dei repubblicani alla Camera”.

I funzionari dell’Atlantic Industrial Coatings hanno dichiarato di aver individuato alcune zone del monumento che necessitano di riparazioni.

“Queste aree rappresentano una parte molto piccola dell’imponente progetto di 7 acri e non indicano un cedimento del rivestimento”, hanno dichiarato. “Non appena sarà possibile per il Parco, la piscina verrà svuotata e AIC tornerà per effettuare le riparazioni necessarie”.

Il Presidente reputa il suo progetto Vasca Riflettente molto meno costoso di quelli pensati e realizzati precedentemente; ha richiesto meno tempo e ha avuto molto più successo rispetto a quelli dei suoi predecessori democratici.

“Ci ho messo due mesi, forse anche meno, e ora ho un prodotto migliore”, ha dichiarato. “Non posso farci niente se qualcuno entra con un coltello e inizia a farlo a pezzi”

Resta da vedere se, per la festa del 4 luglio, Washington riavrà il suo storico specchio d’acqua o se l’iconico monumento rimarrà l’emblema di un restauro mal riuscito.


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