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Trofeo Settecolli: oltre le medaglie la vera sfida del nuoto italiano

di Laura Tecce -


Una manifestazione che da oltre sessant’anni rappresenta una rinomata vetrina per l’Italia: in questi giorni, fino al 28 giugno, il Foro Italico di Roma ospiterà la 62ª edizione del Trofeo Settecolli IP, uno degli appuntamenti più prestigiosi del nuoto a livello internazionale. La notizia sportiva della settimana, almeno per chi guarda oltre il calcio e tutto ciò che vi ruota intorno, è proprio questa: nello Stadio del Nuoto partecipano circa 700 atleti provenienti da tutto il mondo, inclusi i più grandi campioni della nazionale italiana e diverse stelle del nuoto internazionale e, come da tradizione consolidata, l’evento include le massime eccellenze del nuoto paralimpico italiano e internazionale. La manifestazione rappresenta un banco di prova cruciale prima degli Europei di Parigi e dei Giochi del Mediterraneo: la città eterna si conferma ancora una volta una delle capitali mondiali dello sport.

Il Foro Italico è una location iconica, un luogo che ha ospitato Olimpiadi – la celebre vasca olimpica da 50 metri è stata costruita per i Giochi di Roma 1960-, Mondiali ed Europei, dimostrando come l’Italia sappia organizzare eventi di livello assoluto quando mette insieme competenze, impianti e visione.

Il Settecolli e il nodo delle politiche sportive

Il Settecolli però, come tutti i grandi eventi, ci pone anche di fronte ad un interrogativo “politico”: può, il sistema, continuare a vivere di rendita grazie alle nostre eccellenze o vuole costruire davvero il futuro dello sport italiano? Negli ultimi anni il dibattito sulle politiche sportive si è concentrato soprattutto sui grandi eventi, ed è comprensibile: attirano investimenti, turismo, visibilità internazionale. Rafforzano il “brand” Italia nel mondo. Ma un singolo evento, per quanto importante, non può essere l’unica risposta. Il rischio è quello di celebrare per tre giorni i campioni e dimenticare per il resto dell’anno le piscine comunali che chiudono, le società dilettantistiche in difficoltà e le famiglie che fanno sempre più fatica a sostenere i costi dell’attività sportiva.

Il nuoto è forse l’esempio più evidente di questa contraddizione, l’Italia continua a produrre talenti straordinari e risultati internazionali di altissimo livello ma dietro le medaglie c’è una rete di impianti che in molte città necessita di interventi, efficientamento energetico e investimenti strutturali. Non basta applaudire gli atleti quando salgono sul podio: bisogna garantire che esistano le condizioni per formare i campioni di domani.

Il Trofeo Settecolli come occasione di riflessione nazionale

Da questo punto di vista il Settecolli dovrebbe essere letto come qualcosa di più di una semplice competizione, dovrebbe e potrebbe essere l’occasione per aprire una riflessione nazionale sullo sport come politica pubblica. Non soltanto agonismo, ma salute, inclusione sociale, educazione e qualità della vita: la vera sfida è diventare un Paese che investe nello sport non solo quando arrivano le telecamere, ma ogni giorno. Perché le medaglie si vincono in pochi secondi, le politiche sportive, invece, si costruiscono in anni. E da quelle dipende il futuro dello sport italiano.


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