La storica via d'acqua, fondamentale per il trasporto di materie prime petrolchimiche e polimeri in Nord Europa, registra livelli idrometrici minimi
Allarme siccità Reno: la secca precoce del fiume minaccia di paralizzare la chimica tedesca.
Un problema che ricompare da oltre 20 anni
Il surriscaldamento globale e una nuova ondata di calore anomala colpiscono l’infrastruttura logistica della Germania, ripresentando con largo anticipo l’emergenza idrica sul fiume Reno. Una problematica ogni volta riapparsa da almeno 20 asnni.
La storica via d’acqua, fondamentale per il trasporto di materie prime petrolchimiche e polimeri in Nord Europa, registra livelli idrometrici minimi che costringono le compagnie di navigazione a dimezzare i carichi per evitare il pescaggio sui fondali.
La magra precoce sta interessando i tratti chiave della navigazione fluviale tedesca, in particolare l’idrometro di Kaub, il collo di bottiglia del medio Reno.
Siccità Reno: si ferma la chimica
Con il livello dell’acqua sceso rapidamente sotto la soglia critica dei 135 centimetri, le chiatte commerciali non possono più viaggiare a pieno carico, innescando un immediato aumento dei costi di nolo. Così, costringendo i colossi della chimica – a partire da Basf nel polo di Ludwigshafen – a riorganizzare i flussi logistici su rotaia e gomma per evitare il blocco della produzione.
Il settore industriale teme il ripetersi delle pesanti crisi del passato, quando la secca prolungata del fiume causò colli di bottiglia nell’approvvigionamento di nafta e prodotti intermedi. Già allora, costringendo gli impianti a ridurre i tassi di utilizzo.
Le previsioni meteo indicheranno piogge battenti sulle Alpi e lungo il bacino del fiume nelle prossime settimane? Se ciò non accadrà, la riduzione della capacità di trasporto fluviale rischia di riflettersi direttamente sui prezzi dei polimeri in tutta Europa, rallentando la ripresa della catena di fornitura manifatturiera.