Annegato di notte a Milano: nulla da fare per un 28enne
Gli investigatori hanno già provveduto a identificare e ascoltare le testimonianze dei tre compagni che erano con la vittima per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto
Tragedia nella notte all’interno della Piscina Romano di Milano, in zona Città Studi: Alfredo E.A., cittadino peruviano di 28 anni, annegato in seguito a un tuffo notturno effettuato all’interno dell’impianto comunale di via Ponzio, al momento chiuso al pubblico.
Il tuffo e la tragedia
Un bagno notturno proibito si è trasformato in una tragedia fatale nel cuore di Milano. Alfredo E.A., 28 anni, è deceduto nella notte tra giovedì e venerdì dopo essersi introdotto illegalmente nella Piscina Romano, nota struttura balneare gestita da Milanosport in via Ponzio. Il giovane, secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, avrebbe scavalcato la recinzione perimetrale insieme a tre amici, con l’intento di fare un tuffo fuori orario, approfittando delle alte temperature serali.
I soccorsi e la corsa disperata al Policlinico di Milano: il giovane è annegato
L’allarme è scattato pochi minuti prima della mezzanotte, quando gli amici del ragazzo, accortisi delle difficoltà del 28enne in acqua, hanno composto il numero di emergenza 112. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco e diverse pattuglie della Polizia di Stato e della Polizia Locale, la cui sede del Comando di Zona 3 confina proprio con l’impianto.
Al loro arrivo, il giovane era già in stato di arresto cardiaco. Nonostante le lunghe e disperate manovre di rianimazione praticate sul bordo vasca dai paramedici, il ragazzo non ha mai ripreso conoscenza. Trasportato d’urgenza in codice rosso al Policlinico di Milano, i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso poco dopo il ricovero.
Le indagini in corso: malore o tragica fatalità?
La Polizia Scientifica ha lavorato per diverse ore all’interno del centro balneare per completare i rilievi tecnici. Gli investigatori hanno già provveduto a identificare e ascoltare le testimonianze dei tre compagni che erano con la vittima per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Al momento, le ipotesi al vaglio rimangono molteplici. Non è chiaro se il 28enne sia stato vittima di un malore improvviso, magari causato dallo sbalzo termico tra l’afa esterna e l’acqua più fredda della vasca. O se sia annegato dopo aver perso il controllo nel punto più profondo della piscina, non riuscendo più a riemergere. Gli inquirenti dovranno inoltre accertare se il consumo di alcol possa aver influito sulla capacità di reazione del giovane, rendendo fatale il suo tuffo.
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