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Felice Maniero prosciolto sul caso Anyaquae

La decisione del tribunale di Brescia, l'ex boss della Mala del Brenta era accusato di bancarotta fraudolenta

di Pietro Pertosa -


Felice Maniero è stato prosciolto dalle accuse nell’ambito del processo Anyaquae. In cui risultata imputato per bancarotta. L’ex boss della Mala del Brenta era accusato, insieme al figlio, di aver distratto beni dal patrimonio della società. Mano a mano sarebbero stati sottratti cespiti per un valore di centinaia di migliaia di euro. Un’emorragia inarrestabile che aveva poi portato la società al fallimento già dieci anni fa, con la dichiarazione ufficiale giunta a febbraio 2016 da parte del Tribunale di Brescia.

Felice Maniero prosciolto sul caso Anyaquae

Felice Maniero è stato però prosciolto da ogni accusa a suo carico in merito al procedimento sulla bancarotta di Anyaquae. I giudici del tribunale di Brescia, infatti, hanno dato accoglimento alle istanze sostenute dalla difesa dell’ex boss. Secondo cui, con analisi e perizie giurate, Maniero non può partecipare al procedimento. Che proseguirà, dunque, solo per il figlio. Che dovrà attendere la prossima udienza già calendarizzata per il 12 novembre prossimo.

Chi è Faccia d’Angelo

Felice Maniero è stato il capo della malavita organizzata che terrorizzò il Nord-Est italiano tra gli anni ’80 e ’90. Una banda specializzata in furti, omicidi, sequestri e ogni genere di traffico clandestino: dalle armi fino alla droga. La storia della Mala del Brenta è sostanzialmente finita nel 1995 quando, dopo l’arresto, lo stesso Maniero decise di pentirsi.

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